Il marito represse quell'ira che sentiva nel suo petto presso a prorompere. Sapeva quella donna troppo fiera per abbassarsi a mentire ed abbastanza audace per non isconfessare qualunque sua azione. Un sospetto che ancora non gli era balenato alla mente glie ne nacque di botto. Quell'uomo di cui egli aveva creduto scoprire pochi giorni prima che giuocava di baro, che era ritenuto complice d'un assassinio, non era egli capace di tutto? Il conte tornò accostarsi a sua moglie, e guardandola ben bene entro gli occhi, la sua faccia magra e giallognola a un palmo appena di distanza dal viso di lei, di qualche tempo patito e pallido, le disse con parola lenta e spiccata:
— Voi dunque non avete firmata a favore di quell'uomo una cambiale di 52 mila lire?
— Nessuna: rispose seccamente la contessa.
— Ebbene: disse con feroce crudeltà il marito: quella cambiale col vostro nome, l'ho veduta io stesso poc'anzi; e ciò vuol dire che il vostro amante, signora contessa, è tutt'insieme un baro, un assassino ed un falsario.
Le guancie di Candida si fecero d'un rosso cupo e impallidirono poi tosto; gli occhi lampeggiarono e ratto si spensero; le labbra frementi s'aprirono e s'agitarono come sotto la pressione di fiere parole che stessero per prorompere, ma non una voce ne uscì. Da parecchi giorni troppe e troppo fiere erano le emozioni onde quella misera donna era colpita: a quest'ultima non resse. Credette ella o non credette la terribile accusa? Non ebbe campo a sceverare ella stessa nella confusione della sua mente le proprie impressioni. Sentì uno sdegno indicibile e insieme, in fondo all'anima, una segreta, tremenda paura. Il cuore cessò di batterle, il cervello fu oppresso dall'èmpito del sangue che vi salì vorticoso: agitò le braccia, mandò un rantolo, e su quella poltrona da cui s'era drizzata poc'anzi ricadde pallida come un cadavere.
Il conte le fu presso senza premura, senza interesse, senza pietà nessuna, e la esaminò attentamente.
— Animo! diss'egli coi denti stretti: non è tempo di svenimenti; fatevi coraggio ed udite tutto il vero.
Le prese una mano e la trovò inerte e fredda poco meno che quella d'una morta; la lasciò ricadere, e guardò un istante la donna svenuta con più amaro che mai sulle labbra il suo ghigno; poi diede una forte tirata al cordone del campanello.
— La vostra padrona è svenuta: disse alla cameriera che si presentò: soccorretela, mettetela a letto, e si mandi tosto per un medico.
E lento e tranquillo rientrò nelle proprie stanze.