Il moribondo avrebbe voluto esclamare: — No, non quello; — ma le forze glie ne mancarono affatto. Richiuse gli occhi e parve fuor dei sensi od assopito.
L'infermiere, guardatolo un poco, disse fra sè:
— Domattina! Chi sa se avrà ancora bisogno del confessore domattina, e non sia già precipitato a casa del diavolo. Sarebbe poco male un pelacristiani di questa fatta.
E s'adagiò tranquillamente sopra un sofà per passare con più agio possibile la notte. Se Nariccia fosse morto in quella notte senza confessione, avrebbe portato seco un gran segreto.
Ora è tempo che ritorniamo nel palazzo Baldissero dove Maurilio viene ufficialmente presentato alla nobile famiglia.
CAPITOLO XVIII.
Entrando nel gran salone splendidamente illuminato, Maurilio s'era fermato appena fatti pochi passi sul morbido tappeto, come preso da abbacinamento. Sul volto superbo della marchesa e del suo figliuolo Ettore stava una scontentezza che si frenava, domata, soggiogata, direi quasi, dalla espressa volontà del capo della famiglia alla cui autorità essi piegavano la fronte; Virginia, ella, mostrava una sincera emozione che la straordinaria e commovente circostanza ben era fatta per suscitare in un'anima eletta ed amorevole come la sua. Lo strano contegno tenuto da Maurilio con essa in quell'occasione che abbiamo narrato, quando ella ebbe appreso dallo zio l'essere del giovane, aveva avuto da lei la seguente spiegazione: egli conoscendo il segreto della sua nascita era stato mosso allora a manifestarlesi, e l'emozione dell'affetto, la timidità, il brusco e quasi sdegnoso fuggire di lei glie lo avevano impedito. Ella si era fatta viva rampogna d'essersi allora in quel modo diportata. Una parte di quell'affetto, di quel trasporto dell'anima che aveva per la memoria della madre, di cui appena era se ricordava una vaga immagine, aveva sentito rivolgersi verso colui che ora le si additava fratello. Le parve come se qualche cosa di quella madre tanto desiderata, rivivesse; ella che, tranne quello dello zio, non aveva affetti vivaci e teneri intorno a sè, benedisse Iddio di concederle a compagno, di condurle innanzi chi aveva nelle vene il medesimo suo sangue materno. Perciò all'entrare di Maurilio fu con sollecita premura che Virginia fece alcuni passi verso di lui ad incontrarlo. Il marchese però la prevenne ed accostatosi egli primo al giovane, lo prese per mano.
— Eccovi qui i vostri più prossimi congiunti dal lato materno: diss'egli. Questa è vostra zia, la marchesa di Baldissero, questi è vostro cugino, mio figlio Ettore, due altri miei figliuoli che sono nell'Accademia Militare conoscerete poi, e questa è vostra sorella Virginia.
Maurilio fece un inchino alla marchesa che si degnò appena corrispondergli con un altezzoso cenno del capo; scambiò con Ettore un'occhiata ed un saluto in cui c'era nulla d'affettuoso nè manco di cortese; ma tremò da capo a piedi innanzi allo splendido sguardo della fanciulla che si accostò a lui, tendendogli ambedue le mani.
— Mio fratello! esclamò essa con una voce piena d'emozione ed un accento che a queste sole due parole dava la significazione di tanti sentimenti e sensazioni.