Invaso, per così dire, da quell'atmosfera d'onestà in cui si respirava il sentimento del dovere, nella quale viveva quell'ammirabile famiglia, il nostro giovane s'era sempre più risoluto a svelar ogni cosa al suo antico principale e seguirne i consigli, nè aveva il menomo dubbio su quello che il galantuomo gli avrebbe consigliato.

Narrò dunque da capo a fondo quello che riguardava la scoperta della sua creduta famiglia e le lettere del supposto suo genitore, narrò ciò che sapeva di Gian-Luigi e quel di più che aveva potuto argomentare dai fatti di lui dal momento che, dopo lungo intervallo, l'aveva rivisto quella sera nella taverna di Pelone, e conchiuse che questo tale stava per isposare la ragazza d'un'onoratissima famiglia, sorella d'un amico suo.

Nel signor Defasi non ci fu la menoma esitazione ad esprimere colle parole che dettava il buon senso que' consigli che gl'ispirava la rettitudine dell'animo. Erano quali Maurilio aveva pensati e quali era ormai risoluto di porre in atto senza fallo. Uscì di là colla determinazione di svelare al marchese la circostanza delle lettere di Gian-Luigi, di correre da Francesco Benda a fargli conoscere qual fosse l'uomo che stava per isposare sua sorella.

Siccome quest'ultima bisogna premeva di più, fu la prima che imprese, e con sollecito passo s'avviò verso lo stabilimento del fabbricante di ferro.

Quei locali, che solevano essere così rumorosi sempre per la quotidiana attività del lavoro, erano ora silenziosi come un cimitero. Le traccie dell'incendio nel fabbricato in fondo al cortile davano a quella solitudine l'aspetto della desolazione. Maurilio venne sino al portone di cui lo sportello aperto lasciava scorgere la vista dell'interno e non ebbe il coraggio di entrare. La timidità della sua natura l'aveva tutto ripreso ed era il più impacciato del mondo. Come si sarebb'egli presentato in quella casa? domandavasi: quali parole usate? con che faccia abbordato il difficile argomento? Fece due o tre giri innanzi alla porta: ma conveniva pur decidersi alla fine: dopo le parole del signor Defasi, meglio ancora di prima e' vedeva in quell'atto un dovere cui gli bisognava compiere assolutamente. Si fece forza ed entrò. La voce burbera di Bastiano, che aveva ancora la testa fasciata ed in corpo un umore terribile, lo venne arrestare ai primi passi colla domanda fatta in tono feroce:

— Che la vuole? di chi cerca?

Maurilio diede in una scossa quasi di paura.

— Cerco, rispose con esitazione e quasi balbettando..., vorrei.... se ci fosse il dottor Quercia....

Bastiano diede un'occhiata sospettosa a quel personaggio così impacciato nelle parole. Se avesse avuto panni da povero, l'avrebbe creduto un cercator d'elemosina e l'avrebbe rinviato senza tanti discorsi. Vistolo riccamente vestito, il portinaio si contentò di bruscamente rispondere:

— Il dottore in questo momento non c'è.