Maurilio rimase lì stecchito, senza muoversi, senza saper più che dire, senza consiglio.

— Ha capito? gli disse dopo un poco Bastiano alzando la sua grossa voce, come se avesse da parlare ad un sordo: il dottore non c'è, nè so quando sia per venire, nè qui è luogo da stare ad aspettarlo.

— Allora vorrei parlare con Francesco: disse finalmente Maurilio che sentiva l'obbligo di non uscir più senza tutto aver tentato per compire il suo ufficio.

— Francesco! esclamò più ruvidamente ancora il portinaio offeso di tanta famigliarità pel suo padroncino in uno sconosciuto. Il sor avvocatino la vuol dire?

— Sì... appunto... l'avvocato Benda.

— E' gli è a letto... La lo dovrebbe sapere, chè se n'è parlato abbastanza per tutta Torino da empirne le orecchie di tutti... E non riceve nessuno.

— Lo so che gli è a letto, ma ho pure inteso che sta meglio di molto, ed è gran mestieri ch'io gli parli per cose che importano gravemente. Sono molto suo amico io e sono certo che appena udito il mio nome mi vorrebbe ricevere.

— Sì? domandò il bravo Bastiano di subito un po' rabbonito, ma guardando con cera attenta e scrutativa quel cotale, per vedere se gli era un impostore. Se la è così me lo dica a me il suo nome, ed io lo faccio passare al sor avvocatino che deciderà quello che vuol fare.

— Sarà meglio anzi ch'io scriva due righe per chiedergliene udienza: disse Maurilio, ed avuto dal portinaio l'occorrente vergò poche parole che furono tosto fatte ricapitare nelle mani di Francesco.

Questi nel leggere il biglietto di Maurilio provò un senso che per poco non era di ripugnanza e disgusto. Per quel trovatello, se Francesco aveva partecipato ai generosi sentimenti di compassione che avevano verso di lui i comuni amici, non aveva però mai sentita nissuna vivacità di simpatia nè vera tenerezza d'affetto: ultimamente, quando, arrestato, fu introdotto in presenza del Commissario, Benda, se vi ricorda, aveva udito da quest'ultimo, come quel giovane fosse stato accusato d'un orribile delitto e sostenuto molto tempo in carcere. Egli non aveva punto creduto che di quel delitto Maurilio fosse veramente colpevole, l'umana giustizia stessa aveva dovuto riconoscerlo innocente, se lo aveva rilasciato libero; ma pure l'apprendere allora una simile circostanza sempre ignorata, non era concorsa a sminuire quel certo allontanamento fra il suo e l'animo del trovatello, allontanamento, il quale, senza ch'essi lo volessero, e fors'anco se ne accorgessero, da qualche tempo si faceva maggiore per effetto del loro istinto di rivali in amore. Tuttavia ricevendo ora la preghiera di un colloquio per cose importanti, e temendo potessero queste cose avere attinenza colla loro fallita congiura politica e colla sorte dei comuni amici, non credette poter fare altrimenti che ordinare lo s'introducesse.