Tacque come aspettando risposta: Maurilio, diventato sempre più pallido, non parlò.

— Credereste voi dunque più che alla mia parola, più che alle mie prove, alle semplici ciancie d'un tale individuo?

In quella l'uscio si aprì, ed entrò sollecita Maria che aveva notata la venuta dello sposo ed accostandosi alla camera di suo fratello aveva udito il suono alto e l'accento accalorato della voce di lui.

— Luigi, esclamò ella, che c'è?

Quercia le andò incontro e la prese per mano.

— Maria, disse con quella famigliarità cui già legittimava l'intimità dei rapporti in cui erano: ecco un uomo che viene ad accusarmi di sleale, di mentitore, di baro, e di nemico della vostra famiglia; guardateci ambedue, e dite chi si ha da credere fra lui e me che mi affermo innocente.

Nissuno sarebbe stato perplesso nella risposta, così era sicuro, animato, trionfante l'aspetto di Gian-Luigi, tanto era smarrito, confuso, disfatto quello di Maurilio; ed una donna può ella mai esitare nel riconoscere l'innocenza dell'uomo che ama?

Maria si gettò al collo di Quercia.

— O mio Luigi, esclamò con passione, tu sei l'angelo mio.

Maurilio, nella dolorosa confusione in cui era la sua mente, capì pure che tutto era detto, che la sua causa era perduta, che gli rimaneva solamente di partirsene scornato, colla vergognosa nota d'un calunniatore impotente. Come fece egli per torsi di là? Non avrebbe saputo dirlo. Il vero è che si trovò fuor della casa, sul viale, intronato, quasi barcollante, sentendosi ancora alle orecchie come suono di sferzate, il suono delle parole di Gian-Luigi.