Gli occhi neri del medichino caduto lo saettavano con isguardi pieni d'un odio feroce.

Dopo un istante in cui gli arcieri medesimi parvero riposarsi ancor essi, stupiti insieme e della forza che loro aveva opposto quel giovane dalle forme eleganti e quasi della loro vittoria, e' si volsero al caduto a vomitargli mille improperii, urtandolo co' piedi. Il medichino rimase impassibile, muto ed immobile, nè i suoi occhi degnarono pure volgersi sopra i suoi insultatori, ma continuarono a restar fissi con quella espressione sopra di Barnaba.

Questi, appena gli fu tornato tanto di vigore da poter alzare la voce, gridò ai suoi subalterni:

— Silenzio olà, e fermi!... Lasciate in pace il prigioniero.

Obbedirono colla prontezza e colla sommessione della disciplina militare: e messisi nell'impostatura del rispettoso aspettar gli ordini dal superiore, uno di essi, il brigadiere, domandò:

— Che ci comanda ora?

— Procederemo alla più minuta perquisizione in tutta la casa. Chiamate gli altri uomini che abbiamo lasciato abbasso: due rimarranno qui a custodia del prigioniero, gli altri romperanno tutti gli scrigni, apriranno tutti i mobili, così ch'io possa rifrugar tutto e dappertutto.

Fu fatto secondo questi ordini. Ogni carta fu attentamente esaminata da Barnaba, quelle sopratutto che avevano apparenza di lettere di donna. Di queste se ne trovò di molte, ma non quelle che cercava l'agente della Polizia; altre carte che avessero importanza non se ne rinvennero.

— Ed ora, disse Barnaba quando la perquisizione fu finita e lo disse in modo che il medichino potesse udire: ora non ci resta che penetrare nel sotterraneo.

Gli occhi di Gian-Luigi che rimanevano sempre fissi sull'agente della Polizia, diedero un leggier guizzo.