— La mi scusi, signor Commissario, ma per la salute dell'anima mia, per la Madonna delle grazie e quella della Consolata, pel mio Santo protettore, protesto.....

Il Commissario non lo lasciò finire: aprì l'uscio a vetri che metteva nel primo stanzone e disse con accento di comando:

— Due uomini qua con ascie e picconi.

Gli uomini vennero solleciti.

— Abbattete quel tavolato lungo tutta questa parete: comandò il signor Tofi.

In dieci minuti la bisogna fu compiuta. Non vi era passaggio di sorta nella muraglia, ma ad un punto, ed era facile accorgersene, la muratura era fresca.

Tofi si rivolse al bettoliere, più furibondo di prima.

— Brigante! Avete murato l'apertura, eh? E credete scappolarla? Miserabili! siete tutti nei miei artigli ad ogni modo, ed avrete dal boia quel che vi meritate... Distruggete quella muratura.

Gli uomini si posero a dar coi picconi in quella parte che si vedeva costruita di recente.

Ma ecco che in quella giunge correndo un arciere della squadra che erasi recata alla bottega del Baciccia, e viene a recare un'ambasciata al sor Commissario.