— Bene, benissimo: esclamò Tofi fregandosi le mani. Ma come colassù? Dove volete dire?

— Nella palazzina del viale.

— Ah sì! E come ce l'avete costì, perchè ce l'avete portato?

— L'abbiamo preso colà.

— Oh bella! Raccontatemi come andò la cosa.

Ma in questa il Commissario degnò accorgersi che il suo subalterno non poteva proprio più stare in piedi.

— Sedete: gli disse con accento più benigno di quello che da lui si potesse aspettare; avete bisogno di riposo; lo si vede.

Barnaba si lasciò andare sopra una scranna e raccontò le peripezie dell'arresto.

— Che minchione! esclamò il Commissario: poichè vi era sfuggito dalle branche, venirsi a porre da sè in trappola. Ma e' son tutti così: ce la fanno, ce la fanno per un pezzo, e nissuno mai, conviene dirlo, ce l'ha fatta così bene e per tanto tempo come questo scellerato, e poi ad un bel punto perdono la scrima. Ora, grazie a Dio, ce l'abbiamo ed è affar finito; non ci scappa più. Metteremo in pratica tutta la possibile sorveglianza.

— L'affidi a me, sor Commissario: esclamò con un certo ardore Barnaba, rianimandosi nonostante la sua sfinitezza. Lo vorrò sorvegliare anche quando sia nelle carceri, perchè quell'associazione di cui il medichino è capo, ha tali diramazioni ed è sì potente che ci sarà impossibile, anche con questo colpo, schiacciarla del tutto, e perchè vi hanno troppe persone ed influenti che seguiteranno ad interessarsi per la sorte di quel miserabile. Dobbiamo aspettarci a molti ed accorti tentativi d'evasione.