La non era vestita che di una stupenda veste da camera di cachemir foderata di seta; e nelle biancherie del collo e nella chioma aveva un disordine, effetto di quella orgia a due che la Maddalena era venuta ad interrompere. La cameriera domandò qual abito avesse da recare, per indossarle.

— Nessuno: disse con impazienza la Zoe. Dove vo non avranno campo nè voglia da guardarmi l'acconciatura.

Si avviluppò in un mantello e passò nel gabinetto dove Bancone combatteva la noia dell'attesa con gli avanzi del banchetto.

— Mi capita una delle maggiori sciagure che mi potessero mai capitare: disse affrettatamente la cortigiana a Bancone sbalordito. Bisogna ch'io corra subito a tentar di rimediarvi. Non vi dico più di aspettarmi e perchè non so quando potrò essere di ritorno, e perchè tornata, non avrò tale umore da esservi di piacevole compagnia.

E senza aspettar risposta, fatto cenno alla Maddalena di seguirla, uscì. La carrozza era pronta, le due donne vi salirono, e pochi minuti dopo arrivavano alla porta del palazzo di Langosco.

— State qui dentro ed aspettatemi: disse Zoe alla sua compagna, ed aperto l'usciòlo saltò leggermente a terra, corse per l'andito, su delle scale, e si presentò nell'anticamera degli appartamenti, dove parecchi domestici stavano sbadigliando.

— Vorrei parlare alla contessa: disse vibratamente la Leggera e con tono di comando.

— Non si può: rispose uno dei domestici: la signora contessa è a letto malata e non riceve nessuno.

La cortigiana guardò con aria di superba superiorità i domestici, e soggiunse fieramente:

— Andate dire alla vostra padrona che sono la Zoe, detta la Leggera, che ho da dirle cose che la riguardano molto da vicino, e che non mi parto di qua senza averle parlato.