Zoe lo afferrò ad un braccio per aiutarlo a rimettersi in equilibrio sulle gambe podagrose, e gli accennò Maddalena che aspettava presso l'uscio con una certa impazienza.

— Avrete un fortunato compenso... nella buona opera che state per fare.

— Ah birbona!... susurrò il Creso della banca con quel suo certo sorrisaccio; poi, parlando a Maddalena: vieni qua, soggiunse, vienmi presso, biricchina... Così; dàmmi il braccio... Perbrio! che braccio sodo... Dunque, buona notte, Zoe. Andiamo.

Appena furono usciti, la Leggera chiamò a sè i servi.

— Chiunque v'interroghi, non direte che qui venne una giovane e che la è partita con Bancone.

Ottenutane questa promessa, ordinò si spegnessero tutti i lumi, si ridusse nella sua camera, e in pochi minuti fu spogliata ed a letto. Eravi essa appena coricata, quando si udirono forti colpi al portone da via. Il portinaio svegliato si recò a vedere che fosse: successe un breve e vivace parlamentare fra quelli che picchiavano di fuori e il portiere all'interno, quindi il portone s'aprì e i passi pesanti di molte persone suonarono su per le scale. La Zoe stava ascoltando questi rumori con interesse, quasi con ansia, dubitosa che quest'incidente la dovesse riguardare, quando a levarle ogni dubbio sentì una violenta scampanellata all'uscio del quartiere.

— È una visita della Polizia, ci scommetto: disse ella fra sè con un sorriso di trionfo. La Maddalena è partita a tempo.

La sua fante le si precipitava in istanza, mezzo spoglia, assai sgomenta.

— Ah signora, esclamava con voce tremante, è la forza, è l'autorità, vogliono entrare ad ogni costo... Domandano di Lei... o mio Dio! o mio Dio!

La Leggera si sollevò un poco in mezzo alla candida neve delle sue lenzuola, puntando il gomito ai guanciali ornati di ricche balze di mussolina ricamata, incrociò al petto il suo giaco da notte ricco di trine stupende e con atto superbo ed imponente da regina esclamò imperiosamente: