— Qui non ha da entrare nessuno... Non lasciate entrare nessuno.
— Siamo già entrati: rispose una voce fiacca, affranta, ma in cui suonava una certa maligna ironia, e in mezzo alle cortine dell'uscio Zoe vide la faccia pallida ed infermiccia di Barnaba, e dietro lei i ceffi caratteristici degli arcieri da cui s'era fatto accompagnare.
La Zoe riconobbe di subito nell'uomo che le si affacciava, quel cotale che da assai tempo si aggirava intorno all'abitazione di lei, gli occhi rivolti alle finestre della medesima, e che la sua vanità femminile aveva preso per un timido amatore. Luigi aveva avuto ragione: egli era invece una spia. Essa lo fulminò con un'occhiata di sdegnoso disprezzo e con un accento degno compagno di quello sguardo, domandò:
— Chi siete? Che volete? Che modo è questo d'introdursi nella casa d'una donna?
Barnaba parve esitante; si sarebbe detto che su quella soglia trovava un inciampo che stentava a superare; nella sua faccia scialba e sempre impassibile eravi pure come un'ombra di misteriosa emozione; i suoi occhi al fondo delle incavate occhiaie, velati quasi sempre, avevano ora uno strano bagliore, mentre, trascurato ogni altro oggetto, si fissavano sulle forme giovanili, leggiadre, procaci della cortigiana a mezzo seduta sul suo letto.
Era davvero un'originale, irritante, potente bellezza quella che splendeva dagli occhi, dal volto, da tutte le membra della giovine donna. Le sue chiome abbondanti di color fulvo, slacciate, le pendevano in ciocche ondulate che avevano i riflessi dell'oro, intorno al collo candidissimo ed a perfezione tornito, sulle spalle, venivano a battere come una carezza su quel turgido seno, il cui candore appariva traverso le trine, come l'argenteo chiaror della luna traverso le squarciate nubi. Sacerdotessa della voluttà, la sua espressione suprema, quella in cui tutte s'appuntavano le espressioni delle sue sembianze, de' suoi atti, d'ogni sua mossa, era l'espressione della voluttà. Anche nello sdegno di quel momento c'era una grazia, un fascino malvagiamente provocatore delle sensuali passioni dell'uomo.
Dopo un istante ella ripetè, ancora più sdegnosa di prima, le sue richieste a Barnaba, il quale gli occhi fissi su di lei, il respiro leggermente affannoso, nè parlava, nè si moveva. Allora l'agente della Polizia si riscosse, vinse la sua emozione, ricoprì nuovamente la faccia della maschera d'una gelata indifferenza, e con voce sorda ed affaticata rispose:
— Siamo la Polizia; e veniamo a perquisire la vostra casa. Nessuno si mova e nessuno fiati. Dobbiamo frugare scrupolosamente cose e persone. Credo che ad alcuno non verrà in mente la pazzia d'una resistenza.
La donna con un sobbalzo si drizzò del busto sui cuscini ricamati del suo letto.
— Cose e persone avete detto? Domandò ella con inesprimibile accento di fiero disdegno: