— Sì: disse freddamente Barnaba: e per togliervi più presto a questa seccatura e lasciarvi tosto libera e tranquilla comincieremo da voi.
Fece alcuni passi verso il letto della cortigiana, ma più incerta che mai era la sua andatura e le mani gli tremavano.
Le pupille di Zoe mandarono fiamme: con un moto rapido e violento si torse della persona verso il comodino, ne aprì il cassetto e toltone uno stile damaschinato, di bella fattura, lo impugnò risolutamente colla piccola destra nervosa. L'avreste detta una Lucrezia romana.
— Guai chi mi tocca! gridò essa fremendo.
Il poliziotto ebbe sulle pallide labbra un sogghigno indefinibile d'ironia insieme e di compassione e di profonda mestizia.
— Tanto sforzo di coraggio starebbe bene, diss'egli, se si volesse attentare alla vostra virtù, ma questo non è ora il caso. Dovreste sapere che contro la forza non vale la ribellione dello sdegno. Se voi... od altri per voi... tentò un giorno salvare la vostra innocenza dalla brutalità d'un prepotente, che valse?
Queste parole che le ricordavano un tristo episodio della sua prima adolescenza, quasi della sua infanzia infamemente corrotta da uno scellerato, sovraccolsero potentemente e stranamente la donna. Quella disgraziata ventura ella non aveva raccontata mai; il miserabile che l'aveva fatta sua vittima era morto; il suo compagno di stenti che era stato testimonio inorridito ed impotente era scomparso. Come poteva sapere alcuna cosa di quel dramma quest'ignoto? E sapeva egli veramente, od era il caso soltanto che gli aveva posto in bocca quelle parole che sembravano fare allusione alla sventurata vicenda? Non ebbe campo per allora a meditare su codesto, perchè l'agente di Polizia, assumendo un tono imperioso e solenne continuava:
— E noi siamo la legge, signora, noi siamo l'autorità, ed a noi non si resiste.
Si volse agli arcieri che dietro di lui s'erano inoltrati nella stanza.
— Disarmate quella donna: comandò.