— Calmatevi, Maurilio; gli disse mitemente.

Il giovane non lasciò che altrimenti continuasse. Vide innanzi a sè quella tanta bellezza illuminata da un divino raggio di pietà; sentì sul suo braccio il tocco di quella mano come una ineffabil carezza. Il suo delirio dimenticò tutto il resto per non esser più che un delirio d'amore.

— Non sono tuo fratello: diss'egli: dunque posso amarti, angelo del mio cuore... Ho sangue di plebe. Che importa? Mi sento tanta grandezza de esser primo fra gli uomini. Son figlio d'assassino. Che monta? L'energia delittuosa dell'eredità paterna sarà in me l'energia delle grandi cose... T'amo da tanto tempo con amor furibondo.

L'afferrò colle sue grosse mani: ella si dibattè spaventata mandando un grido. In quel punto dall'una delle porte di quella sala entrava il domestico chiamato dalla scampanellata del marchese, e questi si presentava sulla soglia del suo studio, chiamato dal grido di Virginia.

Maurilio, alla vista dei sopraggiunti, abbandonò la ragazza, gettò un urlo e riprese la sua fuga disperata.

— Tenete dietro al signor Maurilio; comandò il marchese, presso cui Virginia era venuta a rifugiarsi tutto sgomenta: vegliate su di lui e frattanto qualcuno corra subito per un medico.

Maurilio era corso nella sua camera e ne aveva chiuso a chiave l'uscio, entrandovi, prima che il domestico giungesse a quella soglia. Al battere nella porta, alle parole del servitore egli non rispose nemmeno; tanto che il domestico, stancatosi dopo replicati tentativi, venne dal padrone a dirgli quel ch'era avvenuto e riceverne nuovi ordini.

— Andate pel medico, frattanto; e quando e' sia giunto, penseremo al da farsi.

Il giovane, disperato, s'era buttato traverso il letto colla faccia affondata nelle coltri ed aveva prorotto in penosissimi singhiozzi.

— Figlio d'un assassino, ripeteva, figlio d'un assassino. E mia madre una serva!.. E l'amo tanto Virginia!... E nel mio capo c'è l'intelligenza d'un uomo superiore!... Sono nato dal fango sociale: nelle mie vene corre il germe fatale del delitto: lo sento alla ferocia d'un istinto che mi si fa gigante nel petto.... È un retaggio fatale.... Si trasmette come la tisi, il rachitismo e la pazzia.... La pazzia, la sento che viene.... Oh sia la benvenuta!... Mia madre fu assassinata da mio padre.... Mio padre assassino.... Ed io che cosa sarò?...