La contessa Langosco si voltò e guardò bene in faccia l'una e l'altra di quelle due donne.

— Io l'ho ricevuto: disse fermamente: e le assicuro, signora marchesa, che quel tale aveva portamento e maniere da ingannare qualunque, anche lei; ed anche lei, signora baronessa, soggiunse volgendosi a quest'ultima che smorfiva altezzosamente. Chicchessia l'avrebbe scambiato per un addetto di ambasciata o per un ufficiale di dragoni... in borghese.

Tutti sapevano che quella marchesa aveva una tresca con un addetto dell'ambasciata austriaca, e che quella baronessa osteologica pagava i debiti ad un giovane ufficiale di cavalleria, che ne approfittava per farne a rotta di collo.

Se gli sguardi fossero lame di pugnale, la contessa Langosco sarebbe caduta all'istante al suolo trafitta da parte a parte, sì niquitose furono le occhiate che quelle dame le slanciarono; ma le labbra però continuavano a sorridere.

— Eh via! disse la baronessa: la nascita e il sangue non si possono simulare, e bisogna noi stessi ne pas avoir de naissance, ed essere di sangue roturier per lasciarcisi ingannare.

Candida tacque; aveva una smania feroce di gettare sul magro volto impiastricciato di quella Venere anatomica una parola oltraggiosa come uno schiaffo; ma lo spavento delle conseguenze che avrebbe potuto avere uno scandalo riuscì a frenarla. Strinse siffattamente colle mani convulse il suo ventaglio di madreperla che lo ruppe; seguitò a sorridere colle labbra, a cui la cosmetica pomata di carminio dava il colore della salute e della gioia; rispose con un'occhiata civettesca ai ditirambi che le indirizzavano gli sguardi dell'ufficialetto della baronessa, il quale col pretesto di vagheggiare la pagatrice dei suoi debiti, ammirava con espressione di vivo desiderio la bellezza della contessa Candida.

Ma in mezzo a tutta quella folla c'era una persona, che indovinava in parte le strette dell'anima di questa povera donna, che sotto il belletto delle guancie di lei scorgevane la pallidezza morbosa, che dietro il sorriso avvertiva lo spasimo soffocato: e questa persona era il padre di Candida, il barone La Cappa. Approfittò egli di quel rompersi degli ordini che produsse il moversi del Re, e si accostò alla figliuola.

— Tu hai qualche cosa, Candida: le disse sotto voce.

La contessa si attaccò al braccio paterno come un naufrago s'appiglia al remo, che gli venga porto.

— Dàmmi il tuo braccio, papà: diss'ella; e conducimi fuori da questo salone. Ci ho troppo caldo, soffoco, ho bisogno d'un po' d'aria.