Ad un punto il buon Don Venanzio, che ebbe pietà delle angoscie di quella infelice, disse:
— Può esser benissimo che tutto ciò ch'essa dice sia vero, ed io non ne abbia mai saputo nulla..... Io ho sempre stimato questa donna incapace di affermare, e tanto più con giuramento, una cosa che non sia.
— Bene! disse il giudice istruttore: avete già giurato che quello che dite voi è la verità. Non dovete avere difficoltà di sorta a ripetere questo giuramento adesso in presenza del vostro parroco.
La vecchia tentò schermirsene. Tremava tutta. Guardava intorno spaventata, come per cercare un buco dove nascondersi, o meglio, come timorosa di vedere saltar fuori Satanasso in persona ad acciuffarla. Pronunziare un falso giuramento in faccia al suo pastore! in faccia a quel sant'uomo!... Ma pure si trattava del suo figliuolo!... Si fece forza: provò a stento di levar la mano per metterla sul Vangelo, ma non ci valse: il braccio le cadde, un gemito che pareva un singhiozzo uscì dal suo petto dove parve si rompesse qualche cosa, ed ella si lasciò cascare in ginocchio per terra mezzo svenuta, balbettando:
— Non posso, non posso... Mio Dio! non posso.
Il giudice si drizzò con mossa solenne, e con voce e parola più solenni ancora, fece alla meschina prostrata a terra una filippica violenta, in cui, oltre la vendetta divina, minacciò la collera di quella umana da tradursi in manette, carcere, processo e galera.
La infelice gemeva miseramente, la faccia contro terra, annientata, schiacciata sotto il peso della propria colpa e sotto quello più grave ancora del pensiero ch'ella perdeva Gian-Luigi.
Don Venanzio le si fece presso per sollevarla e confortarla di alcune parole.
— La lasci stare: disse severamente il giudice. Questa mostra di pentimento possa essere sincera e disporne l'animo alla rivelazione di tutta la verità. Ella se ne vada, signor parroco; è libero: questa donna dovrà essere trattenuta in carcere.
Il vecchio sacerdote, commosso, addoloratissimo, disse non molte parole in difesa della disgraziata: ma le disse con tanto sentimento e calore, ma la sua canizie, l'aria sua di solenne virtù loro davano tanta efficacia, che il giudice ne fu tocco, e con accento molto più umano e cortese soggiunse: