— Oh divina Provvidenza! Oh imperscrutabili vie del Signore! Riconosco la tua mano potente, supremo Iddio! Dio della pietà, ma Dio pure della giustizia! Dio che perdona chi si pente, ma che colpiste cogli effetti della stessa sua opera scellerata il reo. Nariccia abbandonando il fanciullo, creò col suo delitto un assassino, e quest'assassino fu a dargli morte. Un orribil delitto punì un delitto infame. Curviamoci ed adoriamo!...
— Che cosa si deve fare? domandò Maurilio palpitando.
Il vecchio prete nascose fra le mani la sua faccia turbata, e stette un istante in silenzio.
— Pregare che Iddio ci ispiri: disse poi levando al cielo i suoi occhi umidi di pianto. Pregare che Iddio si plachi!... La giustizia umana è uno stromento anch'essa di quella divina... uno stromento molte volte inefficace od anche fallace, ma conviene rispettarlo e sottoporvisi. Dietro lei c'è la mano onnipossente del Signore dei mondi.
Gli occhi febbrili di Maurilio lampeggiarono più vivamente.
— Mio padre, io voglio vederlo: disse. Voglio conoscere quell'organismo umano imbestialito, in fondo al quale è soffocata o sonnecchia l'anima, soggiogata dagl'istinti della materia. Chi sa che da quello sciagurato letargo io non la possa tuttavia destare! Chi sa che da quella rupe, io non possa, percotendo, sprigionare ancora una scintilla! Da tanti anni ladro ed assassino!... O cielo! o cielo!... Ed ebbe pure un'infanzia! Ed ebbe forse desiderio e bisogno di miti affetti e impulsi generosi, ed aspirazioni al bene!.... Li ho pur io, che sono suo figlio.... E la sventura gli ha col dolore e coll'ira offuscata la mente; e la società l'ha colle sue crudeli ingiustizie corrotto. Lo so ben io che sono passato per la trafila della miseria!.... Quanti scellerati questa non crea!.... La va a cercarli nelle schiere della plebe e di complicità coll'ignoranza li getta in braccio al vizio, li educa con infame amore al delitto. Miseria! Miseria... Una società che non combatte questo umano flagello con tutti i mezzi che le si possono parare è risponsabile essa stessa del male che nel suo seno si compie..... Che cosa ha pei poveri questa moderna accozzaglia d'uomini che noi crediamo regolata da leggi civili? La Chiesa da una parte che loro addita un tardo compenso alle miserie della vita presente in una indefinita felicità quasi impossibile ad arrivarsi in una vita avvenire, il carnefice e il codice penale dall'altra parte che colpiscono troppo spesso alla cieca. Punire! Va benissimo. È forse un diritto che ha la società; ma perchè non si pensa al dovere sacrosanto che le incombe di prevenire? E noi questa la chiamiamo civiltà?.... Verrà un tempo, ed io voglio sperarlo, in cui questa nostra epoca sembrerà ai posteri progrediti altrettanto barbara quanto sembra a noi quella feudale, quella del predominio della forza bruta.
Don Venanzio vedendo l'esaltazione assalire il malato e crescere via via, lo volle interrompere e indurre alla calma: il giovane gli si rivolse con maggiori l'impeto ed il calore.
— E la vostra religione che fa ella in proposito? Nulla che valga, od ascetica inculca un rinunciamento ai beni del mondo, impossibile alla natura umana, fuori che a qualche morbosa eccezione, e che se si propagasse, sarebbe distruttore d'ogni coltura, d'ogni progresso, d'ogni ricchezza, val quanto dire d'ogni società; o complice, benedice ai ricchi e li esime dai loro doveri verso i miseri; o timida, inintelligente soccorritrice di questi ultimi, non sa trovar rimedio che nell'antieconomica virtù dell'elemosina che umilia e fa sottomesso chi la riceve, che si converte in fin dei conti in premio dell'ozio e in incoraggiamento all'impostura.....
— Tranquillizzati, non ti affaticare con questi, per ora troppo gravi pensieri, la mente: disse con pietoso accento il parroco. Più tardi potrei teco discorrere anche di ciò, dirizzare colle deboli forze della mia intelligenza le storte idee che tu hai in proposito, mostrarti quanto conferirebbe al miglioramento sociale la nostra santa religione, se fosse ben intesa ed applicata da tutti..... Ma ora non è occasione opportuna da ciò. Sta in quiete.....
— In quiete! disse l'infelice sobbalzando in letto sotto un evidente ripigliare della sua febbre. Com'è possibile? Mio padre è un assassino..... E sta per essere condannato a morte..... Ha ucciso e lo uccideranno, lui..... Sempre la legge del taglione!... Il sangue ch'egli ha sparso ed il suo che spargeranno devono ricadere su di me... Già lo sento... Già mi piomba addosso l'eredità del delitto e dell'infamia.