Il prete si mosse per uscire, Virginia accennò volerlo seguitare.
— Un istante: disse vivacemente Maurilio e con accento di caldissima preghiera. Vorrei dirle due parole, Virginia.
Ella si fermò senza esitazione, non esprimendo nè cogli atti, nè cogli sguardi, nè in modo nessuno il menomo dubbio o diffidenza.
— Eccomi: disse con semplicità, tornando ad accostarsi all'infermo.
Il domestico s'era ritirato in fondo alla camera e stava colà come se quello non fosse fatto suo. Maurilio, abbassando la voce in modo che il suono delle parole giungesse solamente all'orecchio della donzella, così prese a dire:
— Ella mi ha da perdonare gli atti e le parole che ora mi ricordo aver usati con lei, l'altro dì quando primamente mi fu tolta la volontà dalla mano della follia.
— Le ho tutto perdonato: disse dolcemente Virginia a cui quel discorso rincresceva, e che stimava doverlo interrompere anche in vantaggio del malato. Non se ne preoccupi dell'altro, e non parliamone più.
Ma il giovane, facendo cenno col capo lo lasciasse continuare chè tutto aveva bisogno d'esprimere il suo pensiero, riprese dopo un poco:
— Potrei scusare il mio trascorso coll'alterazione mentale che mi assalse; ma non voglio, perchè ho il debito e m'incombe aver il coraggio di dirle la verità. Quello che mi sfuggì dalle labbra a quel punto, usciva proprio fuor dell'anima mia, è il segreto della mia esistenza. Sono anni ed anni, o Virginia, ch'io v'amo d'un amore impossibile ad esprimersi.
Virginia fece un movimento.