— Ma di chi la colpa s'ei precipitò a quel modo?
— È vero, è vero.... Ma non ho io il dovere di conservare inviolato l'onore del nome che devo trasmettere a' miei figli? Poichè tutto s'ignorò finora, poichè tutto si può seppellire.... non ho io il diritto di fare che si continui ad ignorare?
Il buon prete stette un momento, perplesso ancor egli: il marchese incalzò:
— Se quell'infelice medesimo conoscesse le condizioni in cui mi trovo, vedendo dall'una parte un inutile lustro gettato sulla sua ignominia a dispendio del decoro d'un glorioso casato, dall'altra il silenzio e l'oscurità continuati intorno alla sua origine, oh certo vorrebbe darmi ragione di appigliarmi a questo secondo partito...
S'interruppe come sovraccolto da una nuova idea.
— Don Venanzio, soggiunse egli poi affrettatamente e senza guardare in faccia il vecchio sacerdote: quel disgraziato è ben padrone della sua sorte, in lui sta bene il diritto di rinunziare ad un nome e ad un grado?
— Oh sì.
Il marchese tacque di nuovo un poco meditando.
— Ella mi ha detto avere stupito di trovare uno scellerato in quell'uomo ch'Ella aveva giudicato capace dei più alti destini.
— Sì.