Maria ad udire annunciata la nobil donzella, fece un atto di contrarietà. Ella s'era avvezza a stare fronte a fronte col suo dolore, a sentirsene rodere l'intimo essere, e glie ne piaceva così, e dispettava ciò che venisse, non dico ad interrompere, ma a disturbare quel suo supplizio. La madre di lei invece, che accoglieva come una ventura tutto quello che in alcun modo facesse sperare di poter distrarre la sua figliuola, fu sollecita a levarsi, e disse:

— Passa in sala, Maria; io vado ad incontrare la signora contessina, e te la conduco.

E sparì dietro la portiera dell'uscio, verso l'anticamera.

Maria, che sedeva al suo solito luogo presso il letto di Francesco, depose lentamente, con aria svogliata e quasi uggiosa, il suo lavoro; ma in quella il suo mesto sguardo incontrò il volto di suo fratello che all'udir quel nome s'era lievemente colorito.

— La saluterò per te, diss'ella facendo quel suo desolato sorriso: e s'avviò lentamente verso la sala.

— Ah! Dio la rimeriti della sua carità! aveva esclamato la signora Teresa correndo incontro a Virginia e pigliandole una mano che volle baciare. Possa la sua vista, possano le sue parole recare un po' di bene alla mia povera figliuola, che ne ha tanto, tanto bisogno.

Virginia con molto garbo, stringendo le mani della donna, impedì che le venisse baciata la destra; e in risposta disse con quella sua voce che si sarebbe detta il suono d'un'arpa d'oro:

— A prezzo di qualunque mio dolore vorrei darle conforto. Povera Maria! Come sostiene essa la sua sventura?

La madre, alla quale il sol parlare di Maria aveva chiamato agli occhi le lagrime, ora scoppiò in singhiozzi ed in pianto.

— Oimè! Oimè! esclamò ella: Maria se ne muore.