— Questa è una colpa! esclamò Virginia con una specie di severità, in cui però non era sminuito l'accento dell'amorevolezza. Sei tu sola nel mondo? Non hai legami di famiglia che ti avvincono? Non hai doveri che ti obbligano?

La sventurata levò le spalle coll'ingenuo egoismo del dolore.

— Non sento più nulla che la mia sciagura; disse francamente; poi, come volendo addurre una scusa, soggiunse: Francesco è oramai guarito e presto non avrà più bisogno di me... E poi egli ha in cuore altro affetto che deve occuparlo, che deve farlo felice più che non possa il mio...

Virginia arrossì leggermente e chinò gli occhi.

— Mio padre è uomo forte e robusto, che sa lottare contro il dolore, come contro il destino, e vincerli...

— E tua madre? domandò con forza la contessina, stringendo le mani di Maria.

— Mia madre ama più suo figlio di me...

— Ah Maria, tu se' ingiusta...

Questo grido di Virginia richiamò in sè la sviata mente della disperata giovane.

— È vero, è vero: esclamò con voce di profondo pentimento e di sdegno contro se medesima. Hai ragione..... Sono diventata trista..... Ma soffro tanto, sai!... Non so più quello che mi dica, nè quello che mi faccia, nè che mi pensi...