— Ebbene, sia: disse il principe più inebriato che mai, sedotto, allucinato, raggirato: lo salveremo e lo manderemo in Australia.
Zoe prese il Duca alle braccia, glie le strinse da lasciarci impresse le sue piccole dita, e guardandolo bene in faccia soggiunse:
— Davvero? Oh non è una parola inconsiderata, leggermente concessa, che mi basti. Tu codesto me lo hai da giurare, e lo farai per l'anima tua.
— Ma sì.
— Giuralo.
— Lo giuro.
— E se tu ci mancherai, guai a te... saprò punirtene e vendicarmi.
— Diamine! quando prometto una cosa, quando la giuro, è come se fosse già fatta... Or via, smetti quell'aria da eroina, e torna meco la Zoe di un tempo.
Le passò un braccio intorno alla persona, ed ella si abbandonò su di lui... Il predestinato principe non sapeva che in quel punto con tal giuramento ch'egli non aveva menomamente l'intenzione di mantenere, aveva mosso il primo passo verso la tragica sua morte.
La Zoe non uscì del quartiere del principe che assai tardi nella giornata di poi: venuta a casa sua, fatta sicura d'ogni molestia per la protezione del Duca, dovette prima di tutto pensare all'opera importante di restaurare le sue forze, accudire alle sue bellezze e rendere il culto della toilette alla sua persona. Bene cercò sapere di Maddalena, la cui sorte assai la preoccupava, e la quale troppo aveva ragion di temere caduta in mano della giustizia essa pure: ma nessuno de' suoi ne la seppe informare di nulla al riguardo. Quando appena lo potè, ed era oramai la sera, corse all'appartamentino di Bancone dove aveva fatta ricoverare la giovane, e trovò tutto chiuso, scuro e taciturno, come là dove regna la solitudine. I casigliani ella non voleva interrogarli, e riteneva inoltre che non avrebbero saputo dirle cosa nessuna, perchè su quel pianerottolo non c'era altro uscio e di sopra non ci stava che povera gente, la quale stava fuor di casa tutto il giorno al lavoro, e di notte dormiva della grossa. La Leggera non rimase molto tempo in forse, ma si affrettò verso il palazzo di Bancone, ed introdottasi nel salottino dove il ricco banchiere riceveva chi veniva a parlargli di affari, gli mandò una sua polizza di visita con due parole scritte a matita che dicevano venisse subito, avere urgente bisogno di parlargli.