E Bancone, interrompendo il suo lauto pranzo ch'egli gustava da vero Epulone qual era, venne sollecito, ma di cattivo umore e impazientemente collerico. Non lasciò parlare la donna, e incominciò egli senz'altro con una sfuriata:
— Brava! Belle cose che mi fai! Bei servigi che mi rendi!... Ed anche questo di venirmi ora qui in casa è proprio un bel piacere che mi vuoi dare... Ma saccorotto! non te l'ho detto le centinaia di volte che non voglio mi veniate qui a trovare, tu e le pari tue?... Sono ben buono io a non farvi mandar via e serrar l'uscio in faccia..... Ti preme parlarmi?... Hai di nuovo qualche favore da chiedermi, qualche buon soggetto da raccomandarmi come quella tua Maddalena?.... Un bell'acquisto, affè di Dio, che mi hai fatto fare!... Io che mi piace vivere tranquillo e che nessuno ficchi il becco nei miei negozi!... Sai che cosa è capitato a quella tua sviata tortorella?.... E' me l'han presa su i birri e tratta in prigione. Ed io aveva messo in mia casa una simile eroina!... Ho avuto un bel spavento oggi quando sono entrato colà.... Tutto era sottosopra; i mobili aperti, i cassetti tirati. «Buono! pensai, quella tortorella mi ha fatto un repulisti ed alzato i tacchi; te lo meriti, animale.» Corsi alla Polizia senz'altro; ed appresi che quella giovane era niente meno che un'addetta alla famosa cocca, la quale mi ha già vuotato, è poco tempo, la cassaforte, e che tutto quel disordine e quel rifrugamento in casa mia l'aveva fatto l'Autorità per cercare non so che prove, non so che documenti, di cui la birbona era in possesso. Cospetto! Compromettermi colla Polizia, me! Questa è troppo e non me la sarei mai aspettata.
Zoe aveva udito questo diluvio di parole colle braccia incrociate, e pensatevi se con interesse. Ora la sapeva tutto quello che voleva apprendere, e non le restava più nulla da fare in quel luogo: girò sui suoi talloni e s'avviò per partirsi, senza manco aver aperto bocca.
— Ebbene? gridò Bancone meravigliato. Te ne vai di questa guisa? Gli è tutto ciò che avevi tanta urgenza di dirmi?
— Voi avete risposto a tutte le domande che volevo farvi; non ho più nulla da chiedervi. Buona sera.
— Fermati, ascolta, spiegami almeno...
La Leggera non volle fermarsi, nè ascoltare, nè spiegar nulla; partì con una rapidità che legittimava il suo nomignolo, e Bancone di peggior umore di prima, senza capirne niente, tornò a finire il suo pranzo.
Per la Zoe fu evidente che presso la Maddalena erano state trovate e prese le lettere della contessa; credette un tradimento di questa e del marito; ne provò tanto furore che in quei primi momenti pensò ogni più orribil cosa per vendicarsene, e sarebbe stata capace di qualunque eccesso; ma poi la solenne promessa ottenuta dal principe, mercè la quale ella nutriva certezza che Luigi sarebbe salvo ad ogni modo, valse a calmarla. Avvisò che non doveva scegliere tal vendetta del conte e della contessa, che compromettendola, facendola forse incarcerare eziandio o cacciare dal regno, la ponesse in condizione da non poter più vegliare all'esecuzione del giuramento principesco, da non poter più giovare al prigioniero; tutta notte lavorò colla fantasia per trovare un mezzo che soddisfacesse a tutte le esigenze e scelse finalmente quello che abbiam veduto minacciato dal suo oltraggioso biglietto alla contessa.
Ella non pose immediatamente in atto il suo perfido disegno, perchè voleva preparare i suoi colpi di modo che fossero i più efficaci, e due giorni passò meditando e combinando un piano infernale contro di Candida; e quando lo aveva tutto perfettamente immaginato e stava per cominciarne l'attuazione, le venne l'ordine espresso ed energico di lasciar in pace la contessa, in un biglietto di Gian-Luigi.
Quel giorno il marchese di Baldissero e Don Venanzio si erano presentati alle carceri con un ordine in buona forma dell'autorità competente, perchè il detenuto Gian-Luigi Quercia fosse posto in comunicazione con S. E. il marchese e colla persona che lo accompagnava e lasciato solo con essi per quanto tempo l'Eccellenza medesima avesse voluto. Il nuovo capoguardiano, succeduto a quello stato destituito e imprigionato, esaminò ben bene quell'ordine, s'inchinò profondamente innanzi al vecchio che aveva titolo e grado di ministro di Stato; ma invece di ubbidire prontamente, disse con una umiltà che intercedeva perdono per l'indugio: