— Vi ringrazio.
Parve che volesse tendere al prigioniero la mano; ma se ne trattenne.
— Or dunque tutto è finito per me: esclamò con voce tremante quel misero: ogni mio legame con questo mondo è sciolto...
In quel punto, per effetto d'una di quelle complesse visioni della mente che abbracciano un mondo indefinito, passarono innanzi a lui le immagini del suo passato sin dall'infanzia, e l'immagine di quello che avrebbero potuto essere la sua vita e il suo avvenire.
— Oh giovinezza! soggiunse: oh mie sciupate forze di volontà e d'ingegno!... Meglio non avessi abbandonato mai Lei, Don Venanzio, e il villaggio e la povera vecchia Margherita..... Ma l'istinto del sangue mi spingeva. Mi sentivo della razza dei leoni.....
Scosse le spalle con superba mossa da angelo fulminato.
— Ma il rimpiangere che giova?... Fu il destino che così volle..... No, io non rimpiango nulla...... Sono vinto, non sono soggiogato..... Guarderò in faccia la mia sorte fino alla fine col sogghigno che merita questa irrisione di casi che è la vita.
S'interruppe e cambiò tono.
— Sì, v'è pure alcuna cosa che rimpiango. Alcune anime generose mi hanno amato, ed io fui empio e scellerato per esse. Povera Ester! (e represse un sospiro). Povera Maria!..... Povera Candida!..... Le ho odiosamente ingannate e tradite..... Vorrei potere a ciò rimediare... e non ce n'è mezzo nessuno.....
In quella si ricordò delle lettere della contessa di Staffarda, che possedute, com'egli credeva ancora, dalla Zoe, erano per la misera donna una minaccia continua.