— Ah sì, soggiunse, alcuna cosa posso pur fare in favore di una di esse.

Domandò di scrivere poche parole; e il marchese potè dargli un fogliolino di carta ed una matita; Gian-Luigi scrisse alla Zoe l'ordine, la preghiera di restituire alla contessa le lettere, e di non tormentarla altrimenti. Don Venanzio accettò l'incarico di portar egli stesso in persona alla Leggera quella carta che doveva por fine agli spasimi ed agli sgomenti d'una povera anima: e già vedemmo quali ne fossero gli effetti.

— Ed ora: disse finalmente Gian-Luigi; prego che mi si lasci solo.

Il marchese ed il parroco partirono, quest'ultimo promettendo di tornare a visitare il prigioniero quante più volte gli fosse concesso; e il medichino venne ricondotto nella sua segreta.

Quel che passasse nell'anima sua chi lo potrebbe descriver mai? Certo furono spasimi che dovettero contare come parte migliore della dovuta espiazione innanzi alla clemenza di Dio: ma il segreto di quella tormentosa meditazione fu tra lui, tra l'anima sua e Colui che tutto vede.

Quando i secondini entrarono, parecchie ore più tardi, a portargli il cibo giornaliero, lo trovarono steso sul giaciglio bocconi, la faccia premuta contro la coperta di lana ravvoltolata. All'invito che il secondino gli fece di mangiare, non si mosse punto.

— La è malata? domandò il carceriere.

Il medichino agitò la testa con un atto impaziente che indicava egli non desiderar altro che di essere lasciato stare.

Alla visita della sera, ed ore parecchie erano trascorse, fu trovato ancora nella medesima postura, immobile come un cadavere; e i cibi erano intatti. Il guardiano gli si accostò alquanto sbigottito e lo toccò sovra una spalla: Gian-Luigi sussultò come se fosse stato bruciato da un ferro rovente, e volse verso il carceriere una faccia in cui tanta era l'ira, e tanto insieme il tormento che pareva il sembiante di Satana fulminato. Il secondino s'arretrò intimorito e s'avviò senz'altro per uscire; ma quando fu all'uscio si ricordò che aveva una comunicazione da fargli.

— Debbo avvertirla che domani cominceranno i pubblici dibattimenti del suo processo.