Gian-Luigi si drizzò di scatto.

— Domani? domandò con emozione.

— Sì.

— Va bene.

Il guardiano uscì e il prigioniero stette ad ascoltare con una specie d'interesse il rumore delle serrature che si chiudevano, dei paletti che scorrevano; poi si mise a passeggiare nella sua oscura celletta su e giù, proprio come una belva in gabbia. Comparire al pubblico dibattimento, agli occhi curiosi di tanta gente, spettacolo miserando a quel mondo ch'egli aveva voluto dominare e cui abborriva e disprezzava! Gli era un primo supplizio, quello della gogna; gli era un'anticipazione di quell'ultima ignominiosa scena che aveva da conchiudere la sua vita, sull'infame legno del patibolo. Egli fremeva e rabbrividiva; aveva delle fiamme e dei geli che s'avvicendavano lungo i suoi nervi, entro le sue vene; sentiva la passione morale tradursi in dolori fisici che cominciando dal cervello si propagavano per tutto il suo organismo. Pensò a morire; ma come? Misurò la sua cella; non c'era spazio bastante da prendere un aire di tanta forza da fracassarsi il capo alle pareti: ed egli non voleva a niun conto il ridicolo d'un suicidio non riuscito, il quale poi avrebbe ancora preclusagli la via ad altri tentativi: e nel suicidio oramai era la sola sua speranza.

— Sosterrò anche questa prova: si disse: affronterò gli sguardi di tutta quella canèa di curiosi, la cui onestà non è che codardia; a quelle virtù bacate, a quelle infamie nascoste che si atteggiano a gente onorata, farò abbassare gli occhi sotto il fuoco de' miei e li atterrirò ancora colla mia audacia.

Al mattino volle fare un'elegante acconciatura quale d'un giovane di garbo e di buona società che si reca a far visite di rispetto; e quando lo si venne a prendere nella carcere per condurlo alla sala del pubblico dibattimento, aveva la figura tranquilla e il calmo sorriso d'un uomo sicuro di sè, che non ha rimorsi, nè timori, nè manco soggezioni.

Traversando i corridoi, i suoi occhi incontrarono ad uno svolto quelli affondati del Sott'Ispettore Barnaba.

— Signore, disse Gian-Luigi, accostandosegli. Potrei io avere un colloquio con voi?

Barnaba s'inchinò in segno d'assenso.