Il susurro cessò di nuovo, quando in mezzo a due carabinieri comparve il fiero e leggiadro aspetto del sedicente Gian-Luigi Quercia. Era egli un po' pallido, ma calmo e tranquillo. Dalla soglia gittò egli pure uno sguardo su tutte quelle faccie intente verso di lui che lo divoravano cogli occhi e schiuse le labbra ad un superbo, ironico sorriso; vide la Zoe e non fe' cenno nessuno, ma nel guardarla le sue pupille nere brillarono fugacemente d'una fiamma viva. La cortigiana sorrise in un certo modo ed occhieggiò essa pure con una speciale significazione che Gian-Luigi comprese.
— Sono qua, voleva essa dire, lavoro tuttavia per salvarti, ogni speranza non è ancora perduta.
Egli s'avanzò con passo tranquillo, senza braveria, fino al suo posto, fece un piccol cenno di saluto e d'incoraggiamento cogli occhi a Maddalena, il cui volto alla vista di lui s'era tutto illuminato, e tese una mano alla sua vecchia nutrice chiamandola affettuosamente per nome.
Margherita appena aveva visto entrare il suo diletto figliuolo, aveva mandato un'esclamazione soffocata ed era stata assalita da un tremito universale. Sarebbe corsa incontro a lui a gettarglisi nelle braccia, se avesse osato e se glie ne fossero bastate le forze. Lo guardava, lo guardava e gli occhi le si empivan di lagrime, e tremava sempre più. Quando egli le fu dinanzi e le tese la mano, ella ruppe in singhiozzi, e presa quella destra la baciò con trasporto.
— Oh mio Giannino!... oh mio Giannino! balbettò fra i singulti.
— Coraggio, madre! le disse amorevolmente Gian-Luigi.
Sentirsi dare questo nome di madre dal suo caro era sempre per la poveretta una gioia ineffabile. In tal punto ciò pose il colmo alla sua commozione.
— Ah! se questi signori lo permettessero, disse ella accennando i carabinieri, e se tu non te ne vergognassi, vorrei pure abbracciarti.
Quercia le regalò il più amorevole de' suoi gentili sorrisi; poi si curvò su di lei, le prese il capo fra le mani e le stampò un bacio sulla fronte; essa, la povera vecchia, gittò le sue magre braccia al collo del giovane e lo baciò replicatamente, piangendo. Questa scena destò un'universale commozione.
E questa non era ancora dileguata del tutto, quando un'altra circostanza avvenne che suscitò una impressione di ben diverso genere. In mezzo a due carabinieri anche lui, fu introdotto e condotto a sedere al banco dei testimoni un vecchio, piccolo, curvo, d'aspetto miserabile e sporco, di andatura esitante ed obliqua; era il complice propalatore, al quale (secondo l'uso di que' tempi) in premio delle sue rivelazioni era stata concessa l'impunità: Jacob Arom il rigattiere.