— Perchè vi siete voi fabbricato un nuovo nome?
— Perchè così mi piacque.
— Credevate voi avere il diritto di cambiarvi nome ed attribuirvi qualità a vostro capriccio?
— Lo credo sicuro. Gli uomini s'erano arrogato quello di stamparmi col nome che mi avevano imposto una nota di vergogna per tutta la vita: io me ne volli liberare. Il nome di Luigi era quello del mio benefattore, medico al villaggio dove fui allevato, e lo presi in memoria di lui: quello di Quercia lo scelsi come impresa del mio avvenire, come programma di resistenza della mia volontà, ai colpi del destino nella lotta della vita.
— Riconoscete voi dunque che avete affermato il falso alla famiglia Benda, quando vi siete vantato d'una origine misteriosa, di segreta parentela con famiglie di riguardo, e che sono falsi i documenti che presentaste in sostegno delle vostre parole e che abbiamo qui dinanzi?
L'accusato levò la fronte e guardò intorno con dignitosa fierezza.
— Che io abbia detto il falso, la misera logica degli argomenti umani sembra provarlo, che poi sia così realmente è un'altra cosa.
Il suo aspetto era cotanto nobile che nell'uditorio non vi fu forse una persona in quel momento che non gli attribuisse quelle illustri, misteriose origini, ond'egli s'era vantato.
— E la sua età? domandò dopo un istante il Presidente, passando senza accorgersene a trattarlo col Lei.
— So di avere venticinque anni; ma non ho documento nessuno di fede di nascita.