Tutto accennava ad una sanguinosa, orribil lotta. Ad un tratto suonò là in mezzo una voce sonora, chiara, imperiosa, potente:
— Alto là!... Abbasso quell'arma, Stracciaferro!... Fermi tutti, per Dio!
Era il medichino. Egli era rimasto sino allora tranquillamente seduto al suo posto, guardando con una specie di meraviglia curiosa il fatto dei suoi complici, delle cui intenzioni non era stato istruito. La tentazione gli venne un momento di cacciarsi ancor egli in quello sbaraglio.
— Bene! Aveva pensato. Strappiamo le armi a codestoro, e riconquistiamo la libertà, o facciamoci uccidere.
Ma quando si levò guardando coll'occhio freddo dell'uomo che sa dominare il pericolo, quella specie di campo di battaglia, vide due cose che gli fecero cambiar di presente la sua determinazione. Vide le donne spaventate in mezzo all'uditorio, e la Zoe medesima, che, nonostante tutta la sua risolutezza, pareva prossima a svenire: questa vista, che un tempo non l'avrebbe trattenuto di certo da nulla ch'egli avesse deciso di fare, ora bastò a produrgli una riazione nei suoi propositi. Sentiva l'obbligo di essere più nobile e più generoso che per l'innanzi; ascoltava con più cedevolezza i subiti impulsi del suo sangue illustre, di cui voleva esser degno oramai innanzi a sè medesimo.
— Morire io, si disse, e morire questi scellerati miei compagni, sta bene; ma perchè la nostra morte avrebbe da costare quella di onesti e di innocenti?
In quella vide altresì la faccia sconvolta del padre della povera Ester, e gli parve che uno sguardo di quegli occhi, i quali parevano sul punto di schizzar fuori delle orbite, si rivolgesse e posasse su di lui, pieno di mortale rancore, di implacabile accusa e rampogna. Si sentì una commozione che non aveva provato mai; credette vedere i lineamenti del vecchio rigattiere, contratti dallo spasimo dell'agonia, cambiarsi in quelli di sua figlia annegata ch'egli aveva visti irrigiditi dalla morte. Un qualche cosa di nuovo che pareva un rimorso, che si accostava ad un pentimento della sua condotta ne assalì l'animo. Credette suo massimo dovere impedire che Graffigna potesse consumare su quel vecchio il suo orribil proposito di vendetta. Si gettò dunque in mezzo la sala, gettando colla sua voce fatta per dominare il tumulto come le volontà umane quel cenno di comando.
Stracciaferro, richiamato da quella voce all'ubbidienza passiva che il suo capo aveva saputo imporgli coll'autorità morale ed anche colla superiorità fisica del coraggio e della forza accompagnata dall'agilità, come ci avvenne di vedere, guardò senza nemmanco stupore nessuno il suo capo come per discernere se quello era proprio il suo comando, vide un gesto risoluto che confermava le parole, e senz'altro lasciò cader l'arma e s'incrociò le braccia, lasciandosi afferrare e legare dai quattro carabinieri che gli furono addosso; Marcaccio era caduto morto; gli altri condannati, non preavvisati, all'inatteso fatto erano rimasti incerti e quando parvero decidersi a secondare la mossa dei tre primi, gli agenti della pubblica forza erano già in contegno ed in numero da tostamente opprimerli; Graffigna percosso sul capo non abbandonò pur tuttavia il collo di Macobaro finchè non sentì l'ultimo rantolo uscire da quella gola ch'ei serrava, finchè non vide spento l'ultimo raggio da quegli occhi che venivan fuori della testa, finchè non s'accorse di sostenere, colle sue mani omicide, un cadavere; allora lo abbandonò, e il misero strangolato cadde strammazzoni per terra come un sacco di cenci.
— Ora egli ha avuto il fatto suo: disse con maligno trionfo la voce sottile dell'omiciattolo, della quale appena se ora rimaneva un filo: ora nè anco il diavolo può più tornarlo in vita.
E barcollando sotto il dolore delle percosse ricevute sul capo, venne tranquillamente presso il medichino, al cui comando pareva così obbedire ancor egli, e là si lasciò, senza il menomo contrasto, ammanettare.