Tutti i condannati furono legati, eccetto Gian-Luigi. Quando gli si accostarono per mettere le manette anche a lui, quell'individuo straordinario li guardò in un certo modo, che, senza pur dire una parola, gli agenti della forza pubblica se ne rimasero e si contentarono di dirgli, quasi con rispetto:
— La venga.
Il medichino, colla sua solita aria di superiorità imponente, prima di muoversi volse uno sguardo verso i due caduti.
— Quegli uomini? domandò egli.
— Morti tuttedue: gli fu risposto.
Egli guardò un momento il cadavere di Jacob Arom, la cui figura, contratta dallo spasimo di quella morte tormentosa e violenta, era orribile a vedersi, e mandò un sospiro che pareva un rincrescimento, una pena, un rimpianto.
— La è finita anche per lui... Mormorò: forse gli è meglio.
— Giannino! Giannino! esclamò in quella debolmente ma con infinita passione una voce soffocata e piena di lagrime.
Il medichino si volse e vide tese verso di sè le secche mani tremolanti della povera vecchia Margherita, cui trattenevano dal gettarsi addosso al suo diletto.
Gian-Luigi le si accostò.