— Parliamo di noi, Luigi, parliamo di te.

— Sì: è quello appunto ch'io voglio.... L'hai udita la fatale parola...... Per me la è finita... Ma ad ogni costo io non vo' salire l'infame scala dell'infame patibolo, e tu mi ci hai da sottrarre..... Tu sola lo puoi oramai, e confido in te sola.

— Hai ragione, ed io ti salverò: son venuta apposta per dirtelo.... No, non credere che tu abbia da morire.... È impossibile. Piuttosto darei fuoco alla città..... Quel Barnaba mi ama; ebbene me gli venderò a prezzo della tua fuga.... Il Principe è un infame..... ma pure mi ha giurato che t'avrebbe salvo..... Andrò a ricordargli il suo giuramento in mezzo a tutta la Corte.... Andrò a gettarmi ai piedi del Re, ed esso ti accorderà la grazia....

Il medichino scuoteva tristamente il capo.

— No, diss'egli, la fuga è impossibile, la grazia non la voglio: questa mia vita è giunta proprio al suo termine, così dev'essere, e così mi piace che sia. Prima ancora della sentenza dei giudici io mi era condannato da me medesimo alla morte; ma questa non ha da essere lo spettacolo d'un volgo feroce, che accorra a bearsi, come ad una festa, della mia ignominiosa agonia; l'ultimo mio sguardo non ha da fermarsi sopra una fitta di faccie avidamente tese da una curiosità infame. Vo' liberarmi da onta siffatta, e sei tu che devi recarmi questa libertà.

Pose le sue labbra sull'orecchio della Zoe, e timoroso che altri potesse udir mai, le parlò così sommesso che a Barnaba non giunse più che un bisbiglio confuso: le parlò a lungo, ed ella mostrò orrore, ripugnanza, parve riluttare, scongiurare; ma all'insistenza calorosa di lui finì per cedere.

— Ebbene, si lasciò ella sfuggire di poi a voce abbastanza alta da essere intesa. Se non ti potrò recare la salvezza, farò quello che vuoi.

— Ricordati che di grazia non ne voglio!.... Ti attendo adunque all'estremo momento... Tu me lo prometti sull'anima tua?

— Te lo giuro.

— Ed io ti benedirò per quell'ultimo bacio.