Zoe gettò le braccia al collo di lui, ed appoggiando il viso al petto ruppe in pianto, e pianse a lungo disperatamente, mentr'egli con amorose parole cercava confortarla. Non era più la vile cortigiana, era la donna che ama. Egli chinò il volto sul capo di lei e le susurrò colla sua voce incantevole dolcissime parole d'amore. Quella loro mutua, tenera effusione fu interrotta ad un punto dallo scalpito d'un passo: si voltarono e videro la scialba figura di Barnaba dritta sulla soglia.

Luigi si sciolse dall'amplesso di Zoe, e disse freddamente:

— Il nostro colloquio ha da esser finito.... Addio e coraggio: è tempo di separarci.

— Di già? esclamò la donna addolorata; e volgendosi verso Barnaba, gli domandò: è egli vero? Voi venite a disgiungerci?

Il poliziotto fece gravemente cenno di sì.

— Ma vi lascierete tuttavia impietosire dalle mie preghiere, e ci concederete ancora un po' di tempo, una mezz'ora solamente, un quarto d'ora?

Barnaba scosse la testa in segno inesorabilmente negativo.

La Leggera avrebbe forse pregato ancora: ma il medichino non gliel permise.

— È superfluo insistere: diss'egli vivamente: separiamoci.... E tu, Zoe, ricorda le mie parole!... Conto assolutamente su di te per l'ultimo addio, per l'ultimo amplesso!

Pronunziò queste parole con ispeciale espressione, e senza volgere a Barnaba uno sguardo, nè un cenno, camminò verso l'uscio, dove comparvero i soliti quattro secondini.