— Sì: rispose crudamente: è il mio mestiere..... E voi gli è da anni che seguita cautamente il mio spionaggio... Dacchè, tornato in paese, mi avvenne di vedervi... bella, più bella e desiderabile che mai... brillante, famosa, corteggiata da tutti, comperata dai più ricchi.....
— Signore!
— Oh quante volte volli presentarmi a voi, e mai non n'ebbi ardimento: quante volte volli venirvi a dire come vi amassi e vi odiassi, quanto vi desiderassi e vi disprezzassi, e nol feci, sapendo mi avreste fatto scacciare come un miserabile... Allora sognai meco stesso di far giungere un momento, in cui voi avreste avuto bisogno di me, avreste dovuto supplicarmi, dipendere dal mio volere.... E questo momento è venuto.
Zoe guardava quell'uomo con uno stupore che toccava alla paura.
— Ma chi siete voi? domandò. Che cosa vi ha di comune fra noi? Che pretendete da me?
— Chi son io? esclamò l'uomo. Guardatemi bene!
Diede un colpo al coprilume e lo fece cadere per terra: tutta la luce della lampada percosse la faccia tormentata di quell'individuo, a cui sarebbe stato impossibile assegnare un'età precisa.
— Mi riconoscete? domandò egli, avanzando il suo volto verso di lei.
— No: rispose la cortigiana, che lo guardava con occhi sbarrati e con un segreto turbamento che non sapeva spiegare a se stessa.
Barnaba sorrise amaramente.