— Nulla: interruppe Barnaba: e il delitto che ho commesso per te? e gli spasimi di tanti anni?...

La Zoe gli si accostò col sorriso procace del suo mestiere e lo afferrò ad un braccio.

— Avrai compenso di tutto, gli susurrò ponendo le sue labbra presso all'orecchio di lui, quasi da toccarlo. Ti farò lieto e felice così che non troverai troppo pagata la tua ventura colle disgrazie del passato... Io voglio darti più assai che non domandi. Un'ora di voluttà, una notte di trasporti e poi abbandonarci? No. Ciò ti basterebbe a te?..... Ma se io ti consacrassi tutta l'esistenza? Se io volessi esser tutta per te e sempre? Non sono una venditrice di piaceri soltanto, quale tu mi credi, sai! Ho nell'anima tesori d'amore che non ho ancora aperti a nessuno. A nessuno, intendi! Fu il destino che volle li riserbassi per te. Credi tu che io abbia amato alcuno a questo mondo? Eh via! Ho conosciuto troppo gli uomini e quindi li ho disprezzati. Io non fui per loro che un giocattolo, che uno stromento di voluttà e di vanità la più stolta, essi non furono per me che mezzi di guadagno... Ma tu meriti ben di meglio. Il tuo amore così vivo, conservato a dispetto di tutto; la tua costanza, la foga della tua passione che ora ho visto traboccarti dall'anima, mi hanno tocca. Una donna non resiste a queste prove. Tu mi hai meritata, mi hai guadagnata e m'hai vinta... Senti: effettuiamo quei sogni che già fin da giovinetto tu facevi sul nostro destino; partiamo noi due soli, per andarci a nascondere lontano lontano, fuor degli occhi di tutti a vivere beati, per amarci soltanto. Tu benedirai la sorte e questa mia ispirazione, te ne assicuro, saprò animarti quella solitudine, e variarti la medesimezza de' nostri diletti. Io possedo in mobili ed ori e gemme una ricchezza; venderò tutto, avremo da vivere agiati e sicuri.

Lo sguardo, l'accento della Zoe, il contatto delle sue mani che gli stringevano il braccio, il caldo fiato delle labbra di lei che gli percuoteva sulle guancie spiravano nel sangue di Barnaba un febbrile calore che gli faceva pulsare il cuore e tumultuare il cervello. Prese la donna alle spalle, la tenne innanzi a sè, facendole piombare negli occhi il suo sguardo più penetrativo; e con una cupa fiamma di rossore sulla pallidezza morbosa del suo volto, le disse:

— Tu faresti ciò per me?

— Sì: rispos'ella francamente.

— Senza patti?

— Ah no.

— A qual condizione adunque?

La Leggera abbassò la voce.