— Fa fuggire Luigi.

Barnaba divenne più pallido di quel che fosse prima, le sue mani si contrassero sulle spalle della donna, come per convulsione di spasimo, le sue pupille saettarono uno sguardo feroce. Respinse da sè la cortigiana e con voce sorda, ma risoluta, espressione d'una volontà irremovibile, disse seccamente:

— No.

Poi si pose a passeggiare per la stanza, le braccia incrociate, il capo chino, sulla fronte e sul viso l'ombra d'una fiera amarezza.

Zoe stette un istante in silenzio, guardandolo attentamente. Siccome egli in quel punto non la vedeva, la fisonomia di lei aveva deposta quella sembianza di tenerezza che aveva ritenuta sino allora, e vi si scorgeva invece un'impazienza, un'irritazione, quasi una rabbia. Dopo un poco ella riprese la maschera dell'affetto, e domandò con voce la più soave che potesse:

— Perchè?

L'uomo si fermò di presente e si riscosse come colpito inaspettatamente da una botta. Levò la faccia e mostrò lo sguardo malvagio ed il sogghigno d'una spietata ironia.

— Perchè? diss'egli riavvicinandosi con passo lento alla Zoe; ah! tu mi credi dunque tanto novellino da lasciarmi ancora invischiare in queste panie?

Mutò ad un tratto espressione di viso e d'accento, e soggiunse con iscoppio d'odio feroce:

— Il tuo Luigi vo' che muoia infamemente sulla forca.