Padre Bonaventura, offeso, arrossì alquanto nelle sue guancie paffute, e nello sforzo di voler dominare la sua bizza, fece una smorfia che pareva di chi inghiottisca qualche amara medicina.
— Oh oh! disse fra sè: che tono.... Ma gli è tutto l'orgoglio dei Baldissero.... Cospetto! E' rassomiglia di molto alla marchesa Aurora.... Non ci è più dubbio: questo è il figliuolo di Valpetrosa.
— Mio caro, riprese di poi con un forzato sorriso: chi sa che la mia conversazione non possa esservi utile più che non crediate. E se d'altronde, a voi non interessa, fate conto che la vostra interessi me, e concedetemi un momento di colloquio per farmi piacere.
Gian-Luigi sorrise più superbo che mai; e passando ancor egli a dargli del voi, rispose:
— Sia come volete. Inoltratevi; sedete... o state in piedi, come vi piace meglio; e dite quello che vi pare.
Padre Bonaventura s'introdusse col suo solito sorriso e il suo passo discreto che non faceva rumore, sedette, si levò il cappellone e se lo pose sulle ginocchia, vi pose su le mani incrociate e guardò col suo occhio esaminatore il condannato; il quale, dopo averlo fissato un poco con aria di non dissimulato disprezzo, si era dato a passeggiare in su e in giù per quanto gli permettesse la sua catena.
Il frate non tardò a farsi certo che le sue usate sdolcinerie gesuitiche e le carezzevoli forme per cui soleva insinuarsi nell'animo altrui, non avrebbero approdato con questo cotale; ed avvisò che a scuotere quella superba avversione onde il giovane lo aveva accolto, a farne oscillar l'anima fiera, e poter trovare un giunto, se pur vi era, di quella corazza di incredulità e d'orgoglio cui vestiva quella robusta volontà, occorreva percuotere un gran colpo. Stette un buon quarto d'ora senza parlare, seguitando sempre collo sguardo de' suoi furbi occhi penetrativi l'andare e le mosse del condannato: voleva eccitarne alquanto con quel silenzio la curiosità; il giovane non avrebbe di certo potuto a meno di pensare: «che mai ha in animo di dirmi costui? come se la vuol prendere per convertirmi? e perchè non parla?» voleva suscitarne coll'attesa l'impazienza e così provocarne di meglio l'attenzione. Di fatti il medichino, che andando e venendo gettava sempre uno sguardo sul gesuita e ne vedeva le pupille fisse su di lui con espressione di pietà, di cordoglio, di rammarico, finì per impazientirsi di quella taciturnità e di quelle guardate.
— Ebbene, diss'egli piantandosi innanzi al frate, la è questa la conversazione che volete fare?
— Sapete pure, rispose Padre Bonaventura, che quando si hanno le tante cose da dire, gli è appunto allora che non si trovano le parole. Stavo pensando.
— Quando siete venuto qui, disse Gian-Luigi con fine ironia, dovevate già aver pensato. Alle corte, voi siete venuto per salvare l'anima mia. (Fece un satanico sogghigno nel dir ciò). Non è egli vero?