A questo ricordo dell'orribile fatto che attendeva Gian-Luigi, Don Venanzio ebbe un brivido in tutta la persona, Margherita mandò un gemito, il condannato solo stette impassibile, ma un sospetto gli attraversò la mente.

— Che costui sia mandato dal marchese per custodire sulle mie labbra il suggello affinchè non ne sfugga il segreto della mia nascita? Pensò egli, e un vivo interno dispetto diede uno speciale bagliore allo sguardo con cui ricevette l'addio affettatamente affettuoso con cui lo salutava il gesuita; il quale saputo ciò che lo interessava, si sentiva ora disagiato a star lì fra l'ironia diabolica del condannato, e l'angelica buona fede del parroco del villaggio.

— Questo taumaturgo convertitore: disse il medichino, senza più dissimulare la sua malvagia beffa, quando il frate fu partito: è dunque molto famigliare del marchese di Baldissero?

— Sì: rispose il buon prete che non capì la ragione di questa domanda: aveva già molta attinenza con quella famiglia fin dal tempo del fu marchese padre dell'attuale.

— Gli è perciò che questi volle affidata a lui sì nobile missione..... Lei, Don Venanzio, è troppo buono e troppo onesto perchè l'accettasse e fosse capace di compirla.

Il parroco allargò tanto d'occhi.

— Che missione? domandò egli: quella di convertirti?... Ah! gli è lungo tempo che pregavo il Signore me ne rendesse degno e mi accordasse la forza e l'abilità di sostenerla....

— No: disse bruscamente Gian-Luigi: si tratta d'una missione meno nobile a cui la sua delicatezza avrebbe disdegnato, caro Don Venanzio; il marchese non si fida della mia parola e mi ha mandato intorno quell'ipocrita d'un frate a sorvegliarmi, perchè io non racconti a nessuno il segreto dell'esser mio.

— Che di' tu mai? esclamò il parroco in una meraviglia che pareva quasi spavento. Il marchese, sappilo, è incapace di un simile tratto, e quel santo religioso non si assumerebbe mai una tal parte.

— Quel santo religioso! interruppe con un ghigno il condannato a cui scappò la pazienza. Quel birbo d'un gesuita, mio caro Don Venanzio, è il più matricolato impostore che sia stato mai sotto la cappa del cielo.