— E perchè le passioni non sarebbero esse una scorta verso il vero fine dell'esser nostro?

— Lo sono, quando contenute nei limiti dal timor di Dio e dall'amor del prossimo.... L'idea del bene non è una chimera, perchè trovasi in tutto il genere umano, a qualunque grado di coltura sia giunto. Anche il selvaggio che tu citavi poc'anzi, ha in fondo in fondo alle poche sue idee una nozione confusa, incerta, ma pure essenziale, del bene e del male. A seconda che l'uomo progredisce, quest'idea si fa più netta, più complessa insieme e più giusta; finchè la nostra santa religione ce ne dà la più compiuta e perfetta, perchè l'ultima espressione del vero, perchè rivelata da Dio.

— E chi non ci crede è dannato! esclamò con diabolico sogghigno il medichino.

Margherita non aveva parlato più, non s'era nemmeno mossa più sino allora; la teneva fra le sue una mano del giovane, e cogli occhi umidi lo stava contemplando, mentre il suo povero vecchio capo tremolava sul suo collo magro e in giù chinato dal peso degli anni. Ella non capiva molto le cose che dicevansi fra il parroco e il suo figliuolo d'adozione: la sua mente era troppo oppressa perchè potesse afferrare quelle idee, che in realtà eccedevano eziandio l'arrivo della sua intelligenza, e l'unico pensiero immanente, incessante che la possedeva era quello della morte incombente sul capo del suo caro. Ma a quella esclamazione di Gian-Luigi un raggio le penetrò di botto nel cervello abbuiato, e le fece scorgere la sostanza dei discorsi cui non aveva capito. Si trattava della salvezza del suo Giannino, e di una salvezza ben più importante di quella della vita, della salute eterna. L'idea che il dilettissimo giovane avrebbe potuto essere colpito da un'irrimediabile eternità di pene la colse allora per la prima volta, e spaventò a dismisura la sua cieca e fervente fede di cattolica.

— No, dannato: gridò ella con indicibile sbigottimento: no, Giannino, tu non hai da essere dannato! Non voglio saperti nel fuoco dell'inferno.... Pazienza io!... Darò piuttosto la mia anima al demonio, in cambio della tua.... Ho già meritato la collera di Dio con un falso giuramento per giovarti: Don Venanzio mi disse che il Signore, mercè un buon pentimento, mi avrebbe perdonata.... Perdonerà anche te, figliuol mio: è così buono e clemente il Signore!... Domandane al nostro parroco: dà retta a quel che ti dice: pentiti e Dio ti accoglierà, anche te, nel suo regno.... Pentiti, te ne prego, pentiti per amor mio, se non vuoi farmi dannata anche me.... Io già nel paradiso non ci vo' stare, se non vieni anche tu.... Vuoi tu farmi precipitar nell'inferno?

E stringeva le mani del giovane, e pregava oltre che colle parole, collo sguardo, e singhiozzando, agitava più che mai nel suo tremolìo della vecchiaia il povero capo canuto.

Il condannato le fece una carezza.

— Sta tranquilla, povera donna! Nel mondo di là, non avrai niun dispiacere da me per questa — nè per altra cagione, te ne assicuro io. E tu ed io, non dubitare, saremo tutti salvi ad un modo.

Poi si rivolse al prete.

— Una buona confessione adunque, l'assoluzione datami da un uomo mio pari scancellano agli occhi di Dio ogni colpa e mi farebbe degno della beatitudine eterna. E così quello che fu uno scellerato tutta la sua vita — Nariccia per esempio — con dieci minuti di pentimento, quando sente la vita sfuggirgli, e con qualche cerimonia, ricompra tutto il suo passato, compensa tutto il male che ha fatto e va dritto a prender posto in mezzo ai santi, mentre l'uomo che per tutta la vita fu saggio ed onesto, anche secondo quei dettami di morale di cui la maggioranza dell'umanità ha idea, se muore negando fede, oppur serbando un dubbio soltanto a qualcheduna di quelle assurdità che il sacerdozio vuole imporre alla sua ragione come dommi indiscutibili, si trova eternamente dannato.