Ma egli, stringendo nuovamente quelle mani che teneva ancora fra le sue:

— Noi siam degni l'un dell'altra, oh va!... E tu almanco avrai amato!... Mi vai innanzi per ciò..... Guardami, Zoe, perchè tu possa leggere ne' miei occhi la mia riconoscenza, perchè ti possa stampare un'ultima volta nella mente le mie sembianze. Fu una vita scellerata la mia, di cui devo desiderare si disperda presso tutti ogni memoria; ma è una strana passione dell'uomo che, a dispetto di tutto, lo attacca a questa miserabile esistenza terrena. Mi è di una folle dolcezza, anche in questi momenti, il pensiero che, morto, vivrà ancora nell'anima tua lo sparito esser mio, mercè il ricordo. Guardami adunque!... Presso te sola vo' riviver così; da tutti gli altri non domando che oblìo: presso te sola!... Per quanto tempo?...

— Sempre, sempre, per tutta la vita: esclamò la Zoe che affondava i suoi negli occhi di lui, e gli pendeva palpitante dal labbro.

Gian-Luigi sorrise mestamente.

— Non ti domando l'impossibile: riprese a dire. Finchè nuove impressioni abbastanza forti e vaste per occupar tutto il tuo animo non me ne avranno scacciato. Non voglio che tu faccia il menomo sforzo per ritenere la mia immagine quando accenni a dileguarsi. Obliato dai viventi in questo mondo, chi sa che non abbia anch'io allora tutte dimenticate le cose terrene!... E ciò avvenisse pure sollecitamente!..... Zoe, noi abbiamo sbagliato la vita..... Auguro anche a te di morir presto, prima che la vecchiaia t'abbia raggiunta, prima che anche quel piccolo carbone acceso d'amore che ti rimane nell'anima si sia spento... Ora addio!... Bisogna che io m'apra le porte del sepolcro... Sento un palpito in me che rivela le riluttanze della natura; ma la mia volontà è impaziente; l'anima anela di slanciarsi nell'incognito mare. Prendi fra le tue labbra la morte, e porgimela nel tuo ultimo bacio. Questo sacro bacio mortale cancellerà l'onta dei baci menzogneri e brutali che abbiamo dato, che ci siamo scambiati.

Zoe si torse le mani con disperazione.

— No, no; disse: darti io la morte, non posso... Vederti cadere innanzi a me!...

— Non mi vedrai. Aspetterò a rompere l'involto in cui è rinchiuso il veleno quando tu sarai partita di qui.

Uno di quegli impeti di generoso affetto, a cui sono aperte le impressionabili anime delle donne, anche le men nobili, assalse allora la cortigiana.

— Piuttosto, esclamò ella, moriamo insieme: rompi la fragil crosta, mentre le nostre labbra si toccano, e beviamo tuttedue la morte.