Matilde gli troncò la parola con un moto violento, e gridò con forza:
—Non una parola di più… Vattene!
—Andarmene così subito? domandò Emilio con insolente ironia. E puoi crederlo, Matilde? Non riconosco il tuo buon senso. Capisci che non sono giunto a questa riuscita senza aver vinto molte difficoltà, e che se ho voluto riuscirci è per ottenere qualche cosa di meglio di un tuo rabbuffo. Ora, che matto o che imbecille sarei, se, appena entrato, mi lasciassi così di piano mettere alla porta?… Oibò! Oibò!… Ci sono e ci resto.
E sedette tranquillamente sul sofà.
Matilde lo guardava con uno stupore che cominciava a farsi inquietudine.
—Sei matto o imbecille a credere che io tolleri più oltre la tua presenza, e stia qui a discuter teco.
E si mosse verso l'altro cordone di campanello che pendeva verso il camino.
Emilio diede in una sghignazzata.
—Ah, ah! la scena da dramma francese. Si suona il campanello; accorre un domestico tanto fatto, come Battista: «Accompagnate il signore.»
Matilde aveva dato una forte strappata al cordone.