—Oh! adesso è tutto passato.
—Sei però molto turbata ancora.
—Ho paura che tu ne soffra. Piuttosto t'accompagno io nella tua camera, e sto là un poco al tuo capezzale… finchè tu ti sia riaddormentato… Quanto mi rincresce d'averti rotto così il sonno!
—Non ero mica addormentato del tutto… Ero in una specie di dormiveglia… Hai fatto male a non lasciarmi bere tutta la pozione preparatami da Emilio… Avrei certo dormito tutta la notte… Sarà meglio ch'io beva il resto.
—No, no, s'affrettò a dire Matilde. Abbi pazienza; quei soporiferi conviene usarli con molta moderazione… Intanto torniamo a letto… Vieni, t'accompagno.
Era pensiero di Matilde ricoverarsi così nella camera del padre e rinchiudendovisi con lui aspettare che il giorno venisse a liberarla. Ma il padre adagiandosi sul sofà, con una nuova compiacenza, disse:
—Aspettiamo ancora un poco… Ci si sta benissimo qui… Mi sento prendere da una certa stanchezza…
—Ragione di più per tornare subito in letto.
—È strano come la testa mi pesa…
—Vieni dunque…