—E mio padre?… Egli ti fu amorevole padrino, ti difese nell'infanzia…
Emilio la interruppe.
—Ha fatto troppo poco, perchè io ora sacrifichi per lui quell'unica cosa che mi rimane cara al mondo, la mia vendetta, perchè io vada a farmi uccidere…
—Uccidere?… Ah no!
—E che cos'altro sei tu venuta a domandarmi, se non questo? Che io vada ad espormi alle palle di colui senza cercare da parte mia d'offenderlo; in breve, che mi lasci ammazzare come un stupido… chè non sarei altro.
—Ti domando invece di non andarci, disse in fretta Matilde.
—Come? interrogò Emilio, quasi non avesse capito.
—Sì, rispose ella, ti domando di non andare a questo orribile duello.
—Ma sei matta!… Mi domandi ancora peggio di quel che credevo… Che tu, sapendomi sicuro del mio colpo, fossi venuta a pregarmi di restituirtelo azzoppato, ma vivo, colui, è una temerità a cui non posso far buon viso, ma che posso tollerare: ma venirmi a dire che, per salvare lui, io mi macchii d'una viltà…
—Nessuno ti potrebbe accusare.