—Benone!… E io le dirò, alla giustizia, che quei valori, voi li avete sottratti all'eredità di mio padre… Vi buscherete la condanna alla reclusione per giunta.

Marianna si raumiliò.

—No, no, voi non farete sì gran torto a una povera donna, che da trent'anni serve la vostra famiglia…

—E la ruba!

La vecchia si diede a piangere, a supplicare: tutto quanto essa possedeva, lo avrebbe lasciato, morendo, a lui, Emilio; e già, la non poteva mica vivere più lungamente; la lasciasse dunque finire in pace que' pochi giorni che le rimanevano; e scongiuri e proteste e promesse; e poi di nuovo invettive e ingiurie e minaccie. Il giovane, sempre pallido in faccia, coi lineamenti tirati, con un cinico sogghigno sulle labbra, con quel tristo bagliore negli occhî feroci, la lasciò dire e dire: e poi freddo freddo, facendo un passo verso di lei, sempre accasciata sulla seggiola, e tendendole aperta la mano destra:

—Ne abbiamo già fatte troppe parole, disse; è tempo di finirla… Qui la chiave!

Marianna tornò alla rivolta.

—No, no! urlò essa. Mi toglierete prima la vita.

E fattasi pavonazza in volto, gli occhî lampeggianti, digrignando i denti, la schiuma alla bocca, si slanciò di nuovo contro Emilio, gridando:

—Apritemi… aprite quella porta… Voglio uscire, lo voglio!