Si mise subito in cerca d'Emilio. I due rivali s'incontrarono in un salottino appartato dove, mentre si danzava nel salone, rimasero soli.

—Tu hai parlato di me testè col signor Danzàno?

—Può darsi.

—E ne hai parlato in modo che quel giovane, il quale m'aveva sempre trattato con molta cortesìa, ha cambiato meco aspetto e contegno.

—Credi?

La calma beffarda di Emilio accrebbe lo sdegno del Nori.

—Ho diritto di sapere che cosa hai detto di me!

—E io non ho nessun obbligo di dirtelo.

—Ti obbligherò io a parlare, disse fremendo Alberto al quale facevano bollire il sangue la faccia canzonatoria, lo sguardo provocatore e l'accento insolente di Emilio.

E questi, con un ghigno ancora più insultante: