—Ci manderebbero via tutt'e due, e saremmo in mezzo alla strada… Quando Lisa è venuta in casa, siccome è belloccia, la padrona mi fece due righe di sermone per proibirmi di farle il galante, e il signor Alberto, senza tante frasi, soggiunse che appena s'accorgesse di qualche famigliarità fra di noi, ci avrebbe messi alla porta ambedue. Che vuole? Forse appunto perchè la era il frutto proibito, me ne sono innamorato; essa mi corrispose, e poichè di giorno ci è impossibile stare a parlare insieme, e di notte essa dorme a un capo della casa e io dall'altro senza possibile comunicazione, abbiamo imaginato di trovarci insieme a quel modo.

—E che intenzioni sono le tue?

—Le più oneste del mondo; sposarla… quando ne avessi i mezzi. Ma in questa casa ci è impossibile; e trovarci un'altra casa conveniente per tutt'e due non è sì facile. Per ciò avevo accettato con premura certe sue offerte, o meglio promesse…

—Non ho dimenticato quello che ti ho detto; e non andrà forse molto tempo che ti leverò di impiccio.

XIII.

Ai primi di settembre nel villaggio di X… aveva luogo la gran festa patronale, che con fiera e pubblici divertimenti durava tre giorni: era la maggiore e più splendida di tutta quella contrada, e chiamava un popoloso concorso di gente da tutta la provincia. La famiglia conoscente dei Nori aveva fatto loro e ripetuto più volte con insistente premura l'invito di recarcisi e passare colà almeno due di quei giorni festajuoli.

Matilde, già poco disposta ad accettare, ebbe buona ragione al suo rifiuto nella salute del padre, che da qualche giorno erasi peggiorata; ma Alberto, temendo offendere quella buona famiglia, stimolato da Cesare, che desiderava di rompere con qualche divertimento la monotonìa di quell'esistenza, decise di andarci egli col cognato, e di assistere al gran ballo che davasi in quella casa la sera appunto della festa religiosa. I due cognati sarebbero così partiti alla mattina della domenica per tornare alla sera del lunedì.

Al sabato vi fu, fra Lograve e il servo Battista, un segreto, importante colloquio.

—Caro mio, cominciò il primo, è venuto il momento in cui io posso, e sta in te ch'io voglia, mantenere le mie promesse, ed effettuare i tuoi più cari desiderî.

—Come sarebbe a dire? domandò Battista coll'aria diplomatica d'uomo che si dispone a difendere con pertinacia e senza discrezione i suoi interessi.