— Aprimi quell’uscio.
— No! — rispose più risoluta che mai la donna gettando uno sguardo di fuoco al principe, atteggiandosi ad una mossa che era delle più seducenti.
— Corpo di Dio! Se quel cotale non vuol venir fuori, se tu non gli permetti di venire, saremo noi che avremo la degnazione di andarlo a cercare.
E camminò risolutamente verso l’uscio.
— No, Altezza, — gridò ancora la Zoe con accento di supplicazione; — la prego, non faccia...
E tendeva le mani con atto che ogni pittore avrebbe voluto copiare per disegnare una perfezione di supplicante.
Il duca la prese ad un braccio e fece per tirarla via; essa resistette.
— No, no, per grazia, per pietà! — ella pregava con voce piena di malìa.
La tenda innanzi all’uscio si mosse un pochino e si udì un lieve rumore come d’un battente che si socchiuda; Zoe con uno strappo si liberò dalle mani del duca, fu in un balzo alla porta, la richiuse violentemente, e poichè la chiave trovavasi da quella parte, diede un giro alla serratura, levò la chiave e se la pose in tasca. Tutto ciò in un batter di ciglia.
— Nessuno entrerà qui dentro! — esclamò essa con una specie di sfida trionfante.