— Sì, signor conte... Anche con quella famiglia sono legato da lungo tempo... sono stato suo uomo d’affari, suo intendente, suo ragioniere... e ho conservato la fiducia del nobile conte padre... Or dunque, se Lei, conte Alfredo, non ha bisogno della mia presenza qui...

Il giovane fece un atto sprezzoso ad accennare che non aveva neppur l’ombra di tal bisogno.

Matteo continuò:

— Appena io avrò detto a Lei tutto quello che mi preme, che assai mi preme di dirle, appena avrò comunicato al conte Ernesto quello che la famiglia gli manda a dire per me, io me ne ripartirò.

— Il caso vuole che nè a me nè al conte di Valneve voi non possiate parlare così presto.

— Perchè?

— Perchè stiamo per partire ambedue...

— Da Parma?

— Sì.

— Per dove?