— Eh! che lo si sarebbe potuto loro nascondere...
— E se con esito fatale?
— Per me? Oibò!... E poi in questo caso non avrebbero avuto per giunta che le ansie dell’aspettazione.
— Ma il marchese ha calcolato, e giustamente, a mio avviso, che l’autorità di suo padre, a cui Ella, signor conte, fu sempre tanto ossequente, l’avrebbe condotta a non cimentarsi in questo duello.
— Mio cugino Ernesto, convien dirlo, ha sempre delle buonissime idee! — esclamò con garbata ironia il Sangré, quasi parlando a se stesso; e poi cambiando tono per riprendere tutta la sprezzosa alterigia con cui parlava a Matteo:
— Ma voi dunque, in tutto questo, come avete trovato modo di entrarci?
— Ho incontrato per caso il mio buon amico Tommaso...
— E quel vecchio ciarlone vi ha spifferato tutto!
— Egli era così preoccupato, così afflitto!... Vossignoria sa quanto egli, quasi nato, cresciuto e invecchiato nella nobile famiglia Sangré, sia affezionato, devoto ai suoi buoni padroni...
— A voi parve util vostro, — interruppe disdegnosamente al solito il conte Ernesto, — di ficcare lo zampino qui in mezzo.