Sangré lo interruppe con disprezzante ironia:

— Sicuro! sarà per conservare a voi un prezioso debitore che farò una macchia allo stemma dei Valneve... Miserabile! fuori subito da’ miei piedi...

— Signor conte! — esclamò l’usuraio con una certa impertinenza: — il pagherò è scaduto da cinque giorni...

Ernesto arrossì, parve voler prorompere in qualche atto o alcuna parola di violenza; ma si frenò; si levò quasi con uno strappo dal panciotto la ricchissima catena d’oro coll’elegantissimo orologio attaccatovi e li gettò con mossa di sommo disprezzo nelle mani di Matteo.

— Prendete, — gridò. — Servirà per un acconto... E ora liberatemi dalla vostra presenza, se non volete che vi scacci con un bastone o collo stivale.

Aprì l’uscio: nella stanza precedente con Pietro Carra si trovava Alfredo di Camporolle, il quale si avanzò sollecito verso il suo nuovo amico. Matteo Arpione chinò gli occhi, strinse in pugno quegli oggetti d’oro, fece una riverenza umilissima e senza aggiungere una parola se ne partì. — Giunto nella strada, prese con passo sollecito il cammino verso l’ufficio centrale della Polizia.

XXIX.

— Avanti, avanti, signori miei! — disse Ernesto di Valneve a suoi due testimoni, tornando in tutta la gentilezza e giocondità de’ suoi modi ordinarii. — A momenti giungerà la carrozza coi cavalli di posta e io sono bello e lesto: potremo partircene subito.

Il Carra e il Camporolle entrarono nella camera del conte.

— Miei cari amici, — riprese a dire senz’indugio quest’ultimo. — Mi permetterete ambedue che io vi chiami così, poichè mi rendete un vero servigio da amici... In questi pochi momenti che ci rimangono parleremo di quello che è il lato più melanconico e spiacevole della cosa. Voi sapete che i testimoni non hanno solamente un ufficio prima e durante il combattimento, ma ne hanno uno eziandio dopo, massime se a colui che hanno assistito sia toccata disgrazia... Io spero bene che qui, per me, non sarà il caso; ma è prudenza prevedere sempre anche il peggio, e io, quantunque non sia un miracolo di prudenza, voglio pure manifestarvi i miei desiderii, pregarvi di eseguire le mie ultime volontà se mi accadesse disgrazia. Se io resto ferito gravemente, desidero che a darne la brutta notizia ai miei non sia un arido dispaccio, nè una semplice lettera; a te, Alfredo, sarebbe troppo grave andare di persona a recare la nuova a mio padre e a mia madre?