Gli si disse della notizia del giornale.
— Che chiaccheroni que’ fogli stampati! — esclamò egli. — E, come tutti i chiaccheroni, che esageratori!... Il mio avversario, che deve esser morto, ha uno sberleffe sulla faccia che gli taglia una guancia in due... Sì, non avrà mai più, per tutta la vita, il piacere d’esser bello; se pure codesto piacere e’ l’ebbe mai... cosa di cui mi permetto di dubitare... ma fra una ventina di giorni potrà di nuovo comandare il suo squadrone in piazza d’armi... Quanto a me, la mia grave ferita è una scalfitura a questa mano.
Mostrò la destra che teneva fasciata e avvolta in un fazzoletto di seta nera.
— Ad ogni modo tu sei ferito! — esclamò la madre.
— Una ferita! — aggiunse il padre. — Bisognerà farla esaminare...
La contessa Adelaide si volse a Tommaso, il quale, per la straordinarietà del caso, aveva avuto l’audacia di fermarsi sulla soglia del salone e stava a sentire e ad accarezzare di lontano collo sguardo imbambolato il giovane padrone.
— Il medico, — diss’ella, — è stato chiamato, non è vero?
— Sì eccellenza: — rispose il vecchio servo. — Gli si è mandato a dire si tenesse pronto per la partenza a qualunque momento...
— Ebbene, correte, — interruppe la madre d’Ernesto, — e fategli sapere che invece di partire da Torino, non deve che recarsi subito subito qui.
Tommaso s’inchinò e sparì fuor dell’uscio.