Il conte presidente non disse una parola, non fece un gesto, ma il suo sguardo si posò sul capo del figlio con una tenerezza in cui ci era pure una certa compiacenza.
La madre trasse a sè il giovane e lo abbracciò e baciò di nuovo strettamente, appassionatamente, senza parlare.
Ernesto finì il suo racconto.
— Andammo a sollevare quel masso umano che giaceva in sua lenta mole. Venne condotto al paese, dove un medico lo visitò subito e disse non pericolosa la ferita. Credo che domani stesso o doman l’altro al più tardi potrà tornarsene a Milano. Gli feci domandare se avrebbe ricevuto volentieri il mio saluto d’addio; mi mandò per risposta un bel no; ed io che, pensando come la novella dello scontro potesse spargersi e giungere fin qui a dar ansia e martello ai miei buoni genitori, avevo una gran fretta di partirmene, riposato quella notte, fattami rinnovare la fasciatura alla mano, dato l’addio ai miei testimoni che ripartirono per Parma, presi la posta, ed eccomi qua.
Udita la narrazione di questo interessante episodio, che a quel tempo fece una grande impressione per tutta Italia e fu accolto come un augurio di più importanti trionfi piemontesi; i visitatori della famiglia di Valneve capirono essere conveniente di lasciare a più liberi sfoghi quei genitori, quel fratello e sorella insieme col salvato loro congiunto e senza più indugio se ne partirono.
XXXV.
Dopo rinnovati gli affettuosi abbracciamenti, il padre, assumendo più grave contegno, disse al giovane ufficiale:
— Tu hai fatto passare ai tuoi più stretti parenti alcune ore di terribili angoscie: ma te lo perdono, perchè hai valorosamente rivendicato l’onore del tuo nome, quello della tua uniforme e insieme anche quello del tuo paese. Innanzi a questo sacrosanto còmpito, un Valneve non indietreggia mai, qualunque sia la prova cui debba sottostare. Non istò quindi neppure a cercare se tu, con meno avventato contegno, avresti potuto evitare che codesto conflitto diventasse necessario; so che la prudenza non è una delle doti principali del tuo carattere, e in generale non s’addice col bollore naturale della gioventù; e ripeto che ti perdono tutto, benchè tu abbia apertamente disobbedito agli ammonimenti che ti avevo mandato.
— Ah padre! — interruppe Ernesto con vivacità, ma insieme con molto rispetto: — Le assicuro che quando a me giunsero le comunicazioni della sua volontà era troppo tardi perchè io mi vi potessi acconciare, e che non altrimenti avrei potuto obbedire che commettendo una viltà.
Il presidente fece un gesto di viva ripugnanza.